Post

25 novembre 2013 - Educare contro la violenza...

Immagine
Opera di Carla Infranca Granata D ovresti sapere O forse capire che N essuno schiaffo e N essun pugno saranno mai sinonimi di A more         La violenza contro le donne è un problema culturale, radicato negli uomini quanto nelle donne. La nostra Società pensa di contrastare questo fenomeno solo emanando leggi dimenticando che, l'unico e reale modo per combatterlo, sta nell' educare le nuove generazioni. E rudire D onne e uomini a U na C onsapevolezza dove A marsi ed amare significa R ispetto per E ntrambi                                                          "Il Bacio" opera di A. Rodin 25 novembre 2013  - Giornata contro la violenza su...

"Signor Tappabuchi" - Elogio alla lettura ad alta voce (e a Daniel Pennac).

Immagine
      Con questo post partecipo ad un nuovo esperimento di cross blogging dedicato alla “ Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ” che si celebra oggi, 20 novembre 2013 . Assieme a Daniele Imperi , Ilaria De Vita , Roberto Gerosa , Giuseppe Palomba e Francesco Magnani   proponiamo un “percorso letterario” da seguire attraverso i nostri blog, dove alla fine di ogni articolo troverete, assieme ad un piccola introduzione, l’autore ed il link di quello che viene dopo. Buona lettura e perché no, anche buon viaggio!   "Signor Tappabuchi".   Tappabuchi. Questo io sono. Anni di studi, speranze e sacrifici per ritrovarmi ad essere un numero in fondo a qualche graduatoria comunale. Ho sempre sognato di fare l’insegnante e mi son sempre visto come un giovane pieno di sogni con tanta voglia di fare, scalpitante al punto di partenza, pronto a scattare una volta ottenuta la qualifica e l’abilitazione all’...

L'Educazione è un incontro.

Immagine
In vista della seconda  Assemblea generale e materiale sulla CONSULENZA PEDAGOGICA che si terrà a Milano il 16 novembre 2013 , alcuni blogger che ne prenderanno parte hanno deciso di lanciare in rete un  blog crossing day  nel quale parleranno, in un breve post, del perché hanno scelto l'educazione come professione e di come sono entrati in contatto con il gruppo Facebook " Educatori, Consulenti pedagogici e pedagogisti" da dove tutto ha avuto inizio. I blogger che partecipano sono: Anna Gatti , blog "E di Educazione" Alice Tentori , autore ospite di "E di Educazione" Monica Cristina Massola , blog "Ponti e Derive" Elisa Benzi , autore ospite di "Ponti e Derive" Christian Sarno , blog "Bivio Pedagogico" Laura Ghelli , autore ospite di "Bivio Pedagogico" Manuela Fedeli , blog "Nessi Pedagogici" Alessandro Curti , blog "Labirinti Pedagogici" Vania Rigoni , blog "La bottega d...

Guardare sottosopra.

Immagine
    Avete visto questa immagine? Mi piace molto e la trovo, in un certo senso, pedagogica perché impone di vedere il mondo da un'altra prospettiva , sottosopra , cogliendo tutto ciò che prima, abituati a guardare solo in un modo, c'era sfuggito. Particolari che sono sempre stati lì e che per abitudine non abbiamo voluto vedere. Sì, voluto. Perché il problema è questo. "L'abitudine è un despota privo di immaginazione" scrive sulla propria bacheca Facebook una mia cara amica, la scrittrice Vera Q. Ed ha ragione perché ci rende, con il passare del tempo se ne diventiamo schiavi , sterili e incapaci di immaginare altri mondi possibili d'essere, intrappolandoci in stereotipi dove bisogna essere in un modo e se non lo sei, allora, hai qualcosa di sbagliato, un difetto nella perfezione di questa società dedita al consumismo e alla riproduzione in serie. Dobbiamo quindi rassegnarci? Abbandonarci all'abitudine? L'educatore è un creativo , che...

App, tablet e bambini.

Immagine
Ho sempre guardato con poca comprensione chi lascia il proprio cellulare in mano a bambini molto piccoli ancorati al passeggìno, ancora incapaci di sgambettare ma abili nel saper avviare la canzoncina preferita dall'iPhone di mammà, come palliativo per tenerli "occupati". L'ho sempre trovata come un'esagerazione, come se il pargolo, per non frantumare le sfere all'universo adulto, debba per forza autosospendersi in un limbo tutto virtuale proiettato da un piccolo display. Niente strilli, strepiti, capricci e un " Ragazzo, tieni e non rompere " è sempre stato il messaggio che un po' mi pareva di cogliere. Poi è arrivato mio figlio. Nonostante usi (o abusi, questo post è anche un mea culpa , che si sappia) il cellulare per connettermi quotidianamente alla rete dove leggo,  lavoro, mi documento ma anche (forse soprattutto) mi sollazzo, ho sempre evitato di utilizzarlo con lui come strumento di distrazione di massa, fatta qualche rarissima ...

Intervista a Federica Fiorani, autrice self.

Immagine
Benvenuto sul Il Piccolo Doge Federica Fiorani. Parlaci un po' di te. Buongiorno a tutti e grazie per l'invito. Mi chiamo Federica Fiorani, ho 41 anni e vivo in provincia di Biella con mio marito e i nostri due figli. Il tuo libro “Morte nella camera della malata” è stato auto-pubblicato  su Amazon, di cosa tratta, qual è la storia? È un romanzo a sfondo giallo ambientato a New York. Qui la protagonista, Katherine Mitchell, dopo un lungo periodo di inattività lavorativa, ricomincia a lavorare ottenendo un posto presso il Metropolitan Museum. Ma il lavoro tanto atteso si trasforma presto in un incubo: assegnata alle stanze di una mostra temporanea dedicata al pittore norvegese Munch, l'autore del celebre “Grido”, rimane colpita ed angosciata dal quadro “Morte nella camera della malata” ed in particolare della figura di donna in primo piano e dal suo sguardo severo. Perché quel quadro la inquieta tanto fino a diventare un'ossessione e quale i...

Educazione e cinema: intervista a Federico Videodrome Frusciante.

Immagine
Conosco Federico per puro caso, in quella bolgia virtuale che è Facebook , poichè amico di una mia amica. Leggo qualche post che lei commenta e, ringraziando l'incrocio occasionale dei "Mi piace", scopro la sua passione per il cinema . Federico propone recensioni su YouTube di film, attori e registi e così, spinta dai vari commenti positivi sotto alle condivisioni dei suoi video, provo a vederne uno. Scelgo quello su Tim Burton , tra l'altro regista che adoro; l'occhio cade inesorabile sulla durata del filmato e noto che dura circa un'ora è mezza. La bocca mi si comprime in una smorfia, sto visualizzando da un IPhone e non credo che riuscirò mai a seguire l'intera recensione, vuoi per motivi "logistici" o per la lunghezza del tutto, troppo per i miei gusti. Mi conosco, sarà dura convincermi a restare lì, per tutto quel tempo davanti al piccolo display del mio telefono. É una sfida, Federico non lo sa e parte nel momento in cu...