Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

domenica 29 giugno 2014

"Su ali d'aquila" l'ultimo libro di Flavia Basile Giacomini.


Ringrazio Flavia per questa bella intervista, dove non solo parliamo di lei, dei suoi libri e della sua grande passione per la scrittura ma anche di un fenomeno piuttosto diffuso come quello della pirateria, che va a danneggiare gli autori in particolar modo quelli emergenti.
 
Buona lettura e riflessione.
 
 
"Siamo anime che vagano e mai nessun incontro è casuale..."










Ciao Flavia e grazie per il tempo che ci dedicherai. Ti va di presentarti ai lettori del mio blog?
Ciao Sylvia e innanzitutto grazie a te per l’attenzione dimostratami. Mi chiamo Flavia Basile Giacomini, sono nata e vivo a Roma con la mia famiglia, marito e tre figli. Già dai tempi delle scuole la mia passione smisurata si è orientata verso la letteratura e già al liceo partecipavo con successo ai primi concorsi letterari. All’Università ho studiato Sociologia con indirizzo Comunicazioni e Mass Media, stabilendo definitivamente che la scrittura cui davvero ero interessata era quella narrativa e abbandonando già dal primo stage la possibile idea di una carriera giornalistica. Mi sono sposata con mio marito, chirurgo, poco più che ventenne e ho abbandonato fino a qualche anno fa ogni mia aspirazione, per dedicarmi completamente alla famiglia. Ma c’è stato un momento in cui ho avvertito forte la necessità di mettermi in gioco e di riprendere in mano le carte di una partita lasciata in sospeso e così ho ricominciato a studiare e a scrivere, producendo la mia prima opera e poi quelle successive.

 

Hai scritto due libri: "Angelo di strada" e "Su ali d'aquila".  Di cosa trattano?
In realtà ho scritto quattro romanzi e di questi ne ho pubblicati due, quelli da te nominati. “Angelo Di Strada” è nato per la partecipazione a un concorso letterario, affronta il tema dell’omosessualità girando intorno ad argomenti importanti come l’amore, la vita e la morte, la costruzione del futuro e della propria stabilità. Si tratta di un testo molto introspettivo e definito dai lettori emotivamente coinvolgente. “Su ali d’aquila” è invece un romanzo di più ampio respiro, una storia d’amore basata su fatti realmente accaduti che viene sconvolta da quello che apparentemente sembra un tradimento ma che cela un intrigo politico di massonerie, loschi traffici internazionali e la difficile tematica degli occultismi e delle chiese esorcistiche. Attualmente questo libro ha riscosso un grande e inaspettato successo di gradimento da parte del pubblico e anche della comunità letteraria.
 
Qual è stato il tuo percorso come scrittrice?
Difficile. Sofferto. È un percorso fatto di innumerevoli ostacoli, tutto in salita. Non basta scrivere per essere scrittori. L’impegno non è quello di un passatempo, richiede abnegazione e sacrificio. Si scrive ma si deve anche dedicare molto tempo allo studio delle tecniche linguistiche e stilistiche, attenzione continua agli autori contemporanei (supponendo di avere già nel proprio bagaglio la perfetta conoscenza di tutti i classici). Devo anche dire che la mia fortuna è stata quella di avere al mio fianco ottimi e validi collaboratori (editor professionisti, grafici professionisti, ma anche valevoli, generosi e affidabili amici lettori) che hanno supportato il mio lavoro con enorme serietà.
 
Hai avuto anche un'importante esperienza in Rai, un laboratorio di scrittura se non erro. Ci racconti?
Ho partecipato per caso a un bando di concorso pubblico per scrittori emergenti. Il Laboratorio per scrittori Eri-Rai, “Il libro che non c’è”, mette a concorso, da ormai otto anni, un numero limitato di posti per la partecipazione di un corso formativo tenuto da Paola Gaglianone, autrice Rai ed editor molto importante di grandissimi autori del panorama letterario italiano, e Alessandro Salas, scrittore ed editor. Si partecipa all’ammissione presentando il proprio curriculum vitae e un testo dal titolo “Perché amo scrivere” in due cartelle dattiloscritte. Un testo insidioso perché la banalità è il primo degli errori in cui si può scivolare.
Quando ho ricevuto la comunicazione di essere stata ammessa non avevo molto chiaro il peso che il Laboratorio e i miei insegnanti avrebbero avuto sulla mia vita e anche sulla mia formazione di scrittore. Inutile dire che il corso mi ha lasciato oltre che un diploma (si parte in una classe di cinquanta per finire in poco più della metà) la consapevolezza di come intendo andare avanti nella professione. Anche umanamente ho ricevuto moltissimo sia dagli insegnanti che dall’intero gruppo. Alla fine siamo diventati una bella squadra di amici con un interesse e obiettivi comuni molto forte.
 

Sei stata vittima del reato di pirateria. In cosa consiste e come sono andate le cose nel tuo caso?
Su ali d’aquila” sta riscuotendo un bel successo di vendite sia cartacee che digitali. Purtroppo ormai la pirateria è pervasiva e soprattutto tra i giovani si conoscono i canali attraverso i quali procurarsi file digitali rubati. Nel mio caso mi sono imbattuta per puro caso in un sito che è impiantato completamente sul pirataggio di file di ogni sorta, dai film ai software fino ai pdf. Ho scoperto che qualcuno aveva fatto richiesta del file del mio romanzo prontamente procurato. Questi hacker che forniscono il materiale “rubato” ovviamente hanno un loro ritorno economico dato sui traffici dei siti sui quali lavorano e che non sono perseguibili, nonostante le denunce, in quanto organizzazioni malavitose ben organizzate che vedono i loro server in paesi come Guatemala, Nicaragua e altri ove non vige la giurisdizione sui Copyright. Nel caso di piccoli autori come me, per giunta autoprodotti, il danno è gravissimo perché una volta piratato il file viene diffuso in maniera subdola e virale (attraverso i gruppi segreti di condivisione su Facebook ad esempio) intaccando così le mie vendite, la possibilità di entrare in una qualunque classifica che possa richiamare l’attenzione di qualche buon editore e il mio legittimo guadagno che almeno possa rifondarmi dei soldi spesi per la produzione del testo. Psicologicamente, poi, è inutile che io descriva il senso di frustrazione e di deprivazione che prova chi, come me, lavora con serietà per anni investendo tempo e risorse con enormi sforzi e sacrifici per poi veder tutto andare in fumo.

 

Come si può contrastare questo fenomeno secondo te?
Scaricare il file digitale di un libro significa risparmiare davvero pochi euro e dunque non trova alcuna giustificazione (non la troverebbe comunque, ma questo a maggior ragione).
Una delle maggiori contestazioni è quella che la gente non si fida ad acquistare il libro di uno sconosciuto, ma ribatto che esistono gli estratti gratuiti (circa il 20% del testo) proprio per poter saggiare la bontà dei testi che si intendono comprare e tanto basta alla valutazione di un’opera per capire se sia valida o meno. Quando mi sono sentita rispondere che “tanto lo fanno tutti” ho potuto guardare con fierezza e dire “io no!”.
Ecco, se invece di pensare in termini di male dilagante e quindi giustificabile ognuno si mettesse una mano sulla coscienza e si rendesse conto del danno PERSONALE che compie verso qualcun altro con questo comportamento illegale, forse si potrebbe cambiare un trend che non ha ragione di essere neppure discusso. Se io desiderassi un bene di consumo qualunque, non certo potrei procurarmelo entrando in un negozio e uscendone indisturbata senza pagarlo. Anche le opere artistiche sono beni di consumo e vengono prodotte utilizzando forza lavoro e come tali dovrebbero essere considerate. Senza considerare poi il vantaggio che ne traggono le organizzazioni criminali che campano proprio sulla pirateria e l’evasione fiscale che si compie giacché su ogni copia venduta legalmente sono pagate regolarmente delle tasse. Le denunce da parte degli autori non bastano. Bisogna formare le coscienze a conoscere il danno compiuto quando si va in giro a chiedere di procurare un file piratato.
 

Siamo quasi alla fine dell'intervista: cosa significa scrivere per te?
Scrivere per me è una malattia, una dipendenza. Il mio modo per interpretare il mondo e l’esistenza e renderli più accettabili. È il mio tormento, perché scrivere bene è un’ambizione sempre tradita e sono certa che sarà così fino all’ultima delle mie righe scritte in questa vita.

 

 

Dove possiamo trovare te e le tue opere?
Su ali d’aquila” e “Angelo Di Strada” sono editi dalla Youcanprint e sono reperibili su ordinazione e con tempi rapidissimi in tutte le librerie in Italia. In alcune Feltrinelli si trovano già a scaffale. Sono inoltre disponibili e in pronta consegna anche su Amazon, Ibs, InMondadori e tutti i maggiori store online. E ovviamente li trovate in edizione digitale anche su Kindle e Apple.

 

venerdì 13 giugno 2014

#EducazionEbellezza - Enthousiasmos



Il tema lanciato a giugno da Snodi Pedagogici è: #educazionEbellezza
"Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.

Quale posto ha l'educazione al Bello nella nostra vita? Come siamo stati formati e come vogliamo formare i nostri ragazzi alla bellezza? Non è semplice educare a un concetto così soggettivo, ma è necessario, specialmente in un'epoca in cui, si dice, tutto è soggettivo e più nulla ha valore assoluto"

Buona lettura.


 
 

 
 
 
#EDUCAZIONEBELLEZZA - ENTHOUSIASMOS
 
 
 
 
 
 
enthousiasmós…. Il Dio dentro”
 
 
 
 
 
Credo che molte parole non servano, quando in ballo c’è quel seme dall’Onnisciente donatoci per dare senso al nostro vivere: di cosa scrivo? “della bellezza… bellezze (parafrasando una famosa battuta di Humprey Bogart).
Poche, preziose e rare parole, come quelle che introducono il mio breve articolo nel “bloggin day” di Giugno #educazionEbellezza, si configurano, invece, come passpartout di beltà.
Parole  che consentano di “respirare l’aria del futuro nel presente”, nel proprio quotidiano vivere, rasentando il giardino sacro (persiano para-diso) e portando di esso profumi e colori in quello che il “Principe poeta” (Francesco De Gregori) chiamava il rumore di nulla del presente: la bellezza e l’entusiasmo trasformano il rumore in melodia, il presente in un imperituro futuro.
 
 
Senza entusiasmo ogni gesto perde valore: non scrivo del fragile senso di allegria, che svapora non appena un nuovo sole nasce all’orizzonte, ma del greco entusiasmo, quando ispirati, respirando la “prima aria” (quella del creatore), gli artisti estraevano figure dalla roccia, paesaggi da una tela e parole da un qualsiasi supporto digitale o cartaceo (poienin..)
Proprio di poienin scriverò e di una giornata ad essa dedicata nella nostra scuola quando l’Inverno lasciò il posto alla Primavera e si educò implicitamente all’entusiasmo della bellezza.
La poesia nelle sue diverse e caleidoscopiche varianti di haiku, poesie visive e altro ancora illuminarono di luce nuova le pareti dell’atrio del secondo piano dell’istituto durante la mostra nei mesi di Marzo e Aprile 2014: poesie nate secondo la modalità didattica delle “classi aperte”, che mette insieme e miscela gli alunni di tre diverse classi (le seconde) in piccoli gruppi da tre o quattro alunni (grazie al coordinamento dei docenti Prof.sse Bergamini Caneve e del Prof. Mario), perché la creazione e l’ispirazione non cadono dal cielo come biblica manna, ma si propagano da alunno ad alunna, secondo vibrazioni dell’anima misteriose, uniche e irripetibili.
Alcune vibrazioni avranno fatto breccia? Avranno permesso di oltrepassare il mero atto del guardare per riconoscere negli altrui visi (vedere) quei barlumi di beltà prima non visibili e inciderli su carta?
Non saprei…
Le risposte le avremo tra qualche anno, quando scopriremo se il nostro mondo sarà divenuto realmente un posto degno non di una bellezza decadente e affascinante (alla Sorrentino per intederci), ma della sua versione più vivificante e pura: Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno, Bellezze…
 
 
Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere
(Henry David Thoreau - poeta e filosofo)
 
Chi è l'autore di questo post
 
 
 
 
Pasquale Nuzzolese
 
 
Professore di Lettere alla  Scuola Secondaria di I grado “Sandro Pertini” di Ponte nelle Alpi (BL), vivo da sei anni tra le “Scogliere di Dio” bellunesi, dopo averne trascorsi ventisei nell’Atene delle Puglie, Trani,  terra dove mi sono laureato in Lettere moderne, indirizzo storico-sociale (2005) e ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento (SSIS – Puglia, 2008).  Ritrarre in “scatti di luce” la realtà (Instagram) e declinarla in 140 caratteri  ( Twitter) sono il modo in cui vivo le humanae litterae del XXI secolo.
 
 
 
Tutti i contributi verranno divulgati dai blogger di Snodi Pedagogici, condivisi e commentati sui diversi social e raccolti a questo link

I blog che partecipano
 
Il Piccolo Doge di Sylvia Baldessari
Ponti e Derive di Monica Cristina Massola
Nessi Pedagogici di Manuerla Fedeli
E di Educazione di Anna Gatti
La Bottega della Pedagogista di Vania Rigoni
In Dialogo di Elisa Benzi
Bivio Pedagogico di Christian Sarno
Labirinti Pedagogici di Alessandro Curti
Tra Fantasia Pensiero Azione di Monica D'Alessandro Pozzi
 
 
I blogging day fanno parte di un progetto culturale organizzato e promosso da Snodi Pedagogici.
Questo avrà termine con l'estate e sfocerà in un'antologia dei contributi che verrà pubblicata sotto forma di ebook, il cui ricavato andrà in beneficenza alla Locanda dei Girasoli

Una volta finito il percorso di pubblicazione online, vari autori che hanno preso parte ai BDay, verranno contattati dalla redazione.
 
 

lunedì 2 giugno 2014

PROGETTO LETTURA PENSATA - Concorso IO E LA NATURA


Il concorso "Lettura Pensata", volto a promuovere la lettura e organizzato dall'Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia, s'è concluso il 28 maggio con la premiazione della sezione "Io e la natura", svoltasi al Teatro Toniolo di Mestre.
Quest'ultima era riservata alle scuole dell’infanzia, primarie e secondaria di primo grado e aveva come indicazione quella di produrre un elaborato collettivo, un video, una performance musicale o teatrale dopo la lettura di un libro avente come tema il rapporto uomo-natura.
 
 
Sul tema è stata anche allestita una mostra presso la scuola Vecellio di Mestre con tutti gli elaborati che hanno preso parte all'iniziativa.
 
 
 
Francesca Betetto, tra gli organizzatori, condivide con noi alcune riflessioni sull'evento:
 
"Il teatro Toniolo ci è stato concesso dal Comune di Venezia che da sempre dimostra grande attenzione e sensibilità verso i progetti che l’Ufficio rivolge alle scuole. É stato definito il “salotto di Mestre” e come tale pensiamo sia la giusta cornice per incontrarsi e parlare di amore per la lettura.
 
Sul palco si sono alternate alcune classi partecipanti al concorso presentando una parte di ciò che avevano prodotto per il medesimo.
I risultati raggiunti sono stati molto positivi: abbiamo riscontrato la partecipazione di alcuni istituti che non avevano mai aderito al progetto e da parte delle scuole dell’infanzia le quali da sempre sono molto sensibili riguardo a questa tematica."
 
 
Ho personalmente seguito la premiazione ed eccovi le immagini e i video dei momenti più significativi con alcune riflessioni sulla natura, la musica, la lettura e la cultura in generale, piccole provocazioni che invitano a ripensare al significato della parola leggere.
 
L'evento si apre con un'esibizione canora dei bambini delle nostre scuole.

"Con il canto s'impara a stare assieme, ad entrare in armonia con il pross
imo, poiché è un linguaggio universale."

 
- Il canto e la musica hanno avuto un ruolo fondamentale in questo percorso volto a valorizzare la lettura, agevolando una collaborazione tra più scuole. -

 
"Perché la Cultura passa anche attraverso un coro. La Cultura riempie pancia e testa, cibo per la mente e l'animo"
 
 

 
 
"Leggere e cantare a un amico significa entrare e condividere con lui un altro mondo."
 
 



Perché leggere?

. Si apre la mente

. Si amplia il proprio vocabolario

. Si legge per imparare a leggere velocemente e acquisire più tempo per se stessi

. Si diventa creativi e seducenti
 
 
 
 
"Venezia è un luogo fisico e storico di forte richiamo che ci impone una grande responsabilità: la sua laguna è un posto straordinario, unico al mondo e bisogna preservarlo prendendosene cura.
Curare l'ambiente per il presente, in vista del futuro."

 

"Questa è una festa della scuola per festeggiare le migliori cose che sono state immaginare e poi fatte in questi mesi, assieme."


 "La scuola è un modo per vivere meglio, occasione e porta aperta verso il futuro."



 
 
Esibizione dei bambini della scuola dell'Infanzia Gianni Rodari di Mestre alla cerimonia conclusiva del Progetto Lettura Pensata a.s. 2013/2014
 
 



 
"La persona di successo non è un personaggio famoso ma colui che è riuscito a realizzare i propri sogni.

La persona di successo è sempre un abile lettore."

 
 
PROGETTO LETTURA PENSATA 2014





 
 
Conclusioni:
 
Ho avuto la fortuna di seguire questa grande avventura  che è stata "Lettura Pensata" e di condividere con la rete ciò che di più pedagogico sono riuscita a cogliere dall'intero percorso; sono rimasta in silenzio in un angolo a fotografare, filmare e prendere appunti fino a quando le batterie dell'iphone e del tablet me lo hanno concesso.
Spesso temiamo che le nuove tecnologie possano togliere qualcosa ai libri. Invece, se proposte in maniera accattivante e intelligente, queste possono rivelarsi ottimi strumenti per valorizzare la lettura, ma soprattutto per trasmetterne la passione, perché essa possa costituire terreno fertile per accrescere la propria conoscenza, affinare  e migliorare la nostra capacità comunicativa e conoscere meglio gli altri e se stessi.
Mentre la rete può e dev'essere un ponte per condividere, raccontare e dare circolarità alle esperienze, perché altri possano proseguire quanto noi abbiamo iniziato.
 
La persona che realizza i propri sogni ha il mondo in mano.
La persona che legge  libri, ha più mondi tra le mani.
 
Sylvia Baldessari