Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

martedì 29 novembre 2016

Chiara Carminati: la Poesia come didattica - Lettura Pensata 2017


Anche questa volta, LETTURA PENSATA offrirà numerose iniziative per la promozione alla lettura. Un calendario fitto, fitto di eventi ci trasporterà nel mondo della Poesia: nasce così, per l’anno scolastico 2016-17, “VERSI… DI-VERSI"

Convegni, workshop e un concorso rivolto alle scuole del territorio, affronteranno il tema della Poesia come occasione per riscoprirla, rivisitarla, giocarci, imparando a rispettarla come grande forma di espressione di sé, di comunicazione con l’altro e di apertura verso il mondo.
Il 26 novembre, presso la Scuola Primaria G. Leopardi di Mestre, v’è stato il primo appuntamento con CHIARA CARMINATI, apprezzata e premiata autrice  di vari racconti per bambini, ma anche di manuali per chiunque voglia proporre la poesia come didattica a scuola: il suo libro “PerLaParola” (insieme a “Fare Poesia”) Si rivolge a chi, per passione o professione, si occupa di bambini e ragazzi, nell'idea che la poesia sia il mezzo più potente per esplorare e fare proprie le risorse del linguaggio e che l'acquisizione di queste risorse sia fondamentale per la costruzione di una personalità creativa e l'espressione di un pensiero libero. (Dal sito “Parole Matte” di Chiara Carminati)
Il workshop che si è tenuto sabato scorso è stata una vera e propria sorpresa: ammetto di non amar in particolar modo la poesia e di non esser mai stata portata nel trascriver i miei pensieri in versi, ma Chiara (e mi perdoni l’autrice se mi permetto cotanta confidenza, ma si sa che gli autori che scopri d’amare divengono, in automatico, i tuoi miglior amici) ha saputo in poco tempo, liberare da tutti i luoghi comuni la poesia. È riuscita a rovesciare lo sguardo, i pregiudizi di una poesia che non è né un genere letterario, né il classico luogo dei sentimenti: la poesia è un modo per comunicare e mezzo per affrontare ogni tema.
Leggerla sempre ad alta voce ai bambini (perché la poesia è voce prima di ogni cosa) aiuta, innanzitutto, a non identificarla con un unico genere e a riconoscerla come una dimensione variegata, poiché luogo di libertà e di ribellione del linguaggio (le famose licenze poetiche).
L’importanza, poi, di partire dalle filastrocche tradizionali: la musicalità delle parole, il ritmo e il gesto costruiscono un piano sul quale parola e corpo coesistono, comunicano, mostrano; partire dalle filastrocche tradizionali perché l’alta poesia, quella dei grandi poeti insegnata a scuola da sempre, ne riconosce e riflette i suoi  elementi base!
La poesia come percorso a scuola: come strumento di memorizzazione, scrittura e analisi. Con la consapevolezza che questi non sono il punto di partenza, bensì d’arrivo, attraverso la motivazione a memorizzare, alla lettura ad alta voce di molte poesie come incentivo a scrivere e all’interpretazione personale come primo passo per giungere all’analisi (di nuovo, Chiara, ci dona uno sguardo che rovescia ciò che credevamo di guardare da sempre, regalando nuove visioni, anche d’uso didattico, alla poesia).
La sua lettura espressiva poi, ci permette di creare performance dove masticazione (intesa come articolazione della parola stessa), volume, ritmo, timbro, silenzi, corpo e movimento divengono veri strumenti per comunicare e per conoscere e far conoscere maggiormente se stessi. Si va a lavorare su abilità e competenze non solo a livello interpretativo e cognitivo, ma pure di funzionamento dell’apparato fono-articolatorio: la poesia, dunque, come dimensione inclusiva che agevola strategie e  modalità, laddove un metodo omologante e non pensato per compensare le difficoltà, presenta enormi lacune e vuoti che si riflettono sempre di più nella vita scolastica (e non) dei ragazzi.
Se questo era solo un assaggio di Lettura Pensata… Tenete d’occhio il resto del programma!
Prossimo appuntamento, sabato 3 dicembre, presso l’Auditorium del centro servizi della Città Metropolitana, Via Forte Marghera, n. 191 – Mestre
Si ringrazia Francesca Betetto dell’U.S.T. di Venezia, tra gli organizzatori, per aver coinvolto Il Piccolo Doge in questa grande iniziativa.
Pagina Facebook di LETTURA PENSATA

domenica 5 giugno 2016

Difficoltà di linguaggio: posticipare o no l'iscrizione alla scuola Primaria?


Quando fermare un bambino alla scuola dell’Infanzia, posticipando di un anno il suo ingresso alla Primaria?
Solitamente ci si trova davanti a questo bivio perché il bambino è anticipatario, ovvero, ha iniziato la scuola dell’Infanzia prima dei tre anni (compiendoli però entro e non oltre la fine di aprile dell’anno scolastico di riferimento).
Per questo, se la famiglia lo desidera, ha diritto a un quarto anno nella scuola dell’Infanzia, iniziando la Primaria con il compimento dei sei anni.
Altre volte è la situazione che ci pone davanti a una scelta, nonostante l'età sia giusta per il passaggio. La possibilità di permanenza per un anno nella scuola dell’Infanzia oltre il sesto anno di età riguarda solo i bambini in possesso di certificazione di disabilità e in situazione eccezionale adeguatamente documentata.
Ma che dice la Legge quando le difficoltà non sono tali da ottenere una certificazione? Come si procede, ad esempio, nel caso di un bambino con disturbi e/o difficoltà di linguaggio?
 
 
 
Segnalo la normativa sui BES (Bisogni Educativi Speciali) come documento al quale fare riferimento in questo caso, poiché si applica a tutte quelle condizioni di difficoltà scolastica che non rientrano per tipologia in quelle prese in considerazione dalla Legge n.170 sui DSA e dalla specifica normativa sulla disabilità. Rientrano dunque nei casi contemplati dalla normativa sui BES tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità, quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.
La categoria dei “disturbi evolutivi specifici” comprende, oltre i disturbi specifici dell’apprendimento, anche i deficit di linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, quelli dell’attenzione e dell’iperattività, mentre il funzionamento intellettivo limite può essere considerato un caso di confine fra la disabilità e il disturbo specifico. (Da “In classe ho un bambino che…” Cornoldi-Zaccaria, pag.216)
La Legge n. 53/03 (Riforma Moratti) ed il Decreto n. 59/04 applicativo della stessa stabiliscono che, solo in via eccezionale e fortemente motivata, il Consiglio di classe o interclasse può decidere di far permanere nelle stessa classe un alunno. Tuttavia, sono diversi i documenti prodotti dal MIUR come la nota prot. 547 del 2014: la nota fa particolare riferimento ai casi di bambini adottati e giunti in Italia da meno di 12 mesi, ma per analogia i principi in essa enunciati possono essere estesi anche ai bambini diversamente abili e agli alunni con BES.
Per una maggior chiarezza e un conseguente approfondimento, riporto qui la fonte di quest’ultimo passaggio
Torniamo ora alla domanda centrale: quando fermare un bambino con difficoltà e/o disturbi di linguaggio, concedendogli un ulteriore anno nella scuola dell’Infanzia, nel caso ci trovassimo nell'opportunità di poter scegliere?
La risposta dipende da molte variabili. Non sempre riproporre l’ultimo anno è la soluzione migliore, soprattutto quando si ha la consapevolezza che  il bimbo si ritroverà, nella nuova scuola, in una classe dove già conosce gran parte dei bambini (magari son gli stessi compagni di quella vecchia) e con maestre preparate (particolare che può emergere dopo un colloquio con loro, prima dell'iscrizione).
Nonostante le difficoltà, il clima armonioso tra bambini e la preparazione delle insegnanti potrebbe fare la differenza, da stimolo, alimentando l'autostima del bambino, rendendo piacevole il suo inserimento.

Se invece vi sono dubbi sul metodo d'insegnamento e la certezza che non vi è un gran legame con gli attuali compagni, sentita la scuola e gli specialisti, resta solo ai genitori la scelta finale.

 
Cari genitori, siete stati accanto ai vostri figli durante tutto il percorso della scuola dell’Infanzia e avete sottomano tutti gli elementi per decidere. Certo, non è facile, assolutamente.
Lo so.
Ma prendetevi tempo e concedete tempo. Qualunque sia la strada scelta.
Se deciderete di prolungare di un anno la scuola dell’Infanzia, avrete concesso tempo a voi stessi e al bambino per sviluppare e potenziare le sue competenze; se invece inizierete una nuova avventura nella scuola Primaria sicuri del buon clima e della preparazione dei docenti, allora concedetegli più tempo nel suo percorso d'apprendimento, perché ne avrà bisogno e poco importa se la sua strada sarà più lunga. Imparerà serenamente, percependo se stesso e il piacere di superare, pian piano, le sue difficoltà.


 
Questo articolo nasce dopo un confronto all’interno del gruppo Facebook Ritardi e disturbi del linguaggio e dello sviluppo, disprassia
 

venerdì 27 maggio 2016

LETTURA PENSATA 2016 - Concorso letterario D'Infiniti Mondi.




Sono trascorsi ormai alcuni anni dalla prima edizione del progetto LETTURA PENSATA

L’iniziativa, organizzata e proposta dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia, ha l’obiettivo  di sostenere le azioni di promozione della lettura progettate  dalle singole  scuole, attivando percorsi indirizzati sia agli studenti che ai docenti quali incontri con l’autore, momenti di informazione/formazione, concorsi letterari, itinerari tematici.



Quest’anno, il concorso letterario (intitolato “D’Infiniti Mondi”) è stato dedicato al romanzo d’avventura ed è riuscito a coinvolgere un gran numero di scuole del nostro territorio.

Da una semplice produzione di un cartellone, un libro di filastrocche, un video o un’animazione su un racconto avventuroso  per le classi delle Scuole dell’infanzia e il biennio  della scuola primaria, s’è proseguito fino a giungere alla trascrizione di  un vero e proprio incipit di un racconto d’avventura per gli alunni delle scuole secondarie di secondo grado.

Ho avuto l’occasione di “vivere” questa manifestazione in prima persona, prendendo parte alla giuria che avrebbe letto e giudicato i vari lavori inviati dalle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I° grado.

L’esperienza è stata piacevole e non del tutto priva di sorprese: attraverso il confronto  sui vari elaborati e sui numerosi racconti pervenuti, sono emerse interessanti osservazioni sul mondo della lettura e della scrittura, con inaspettate digressioni su metodo e modalità didattiche-educative delle varie scuole partecipanti.  Insieme alle colleghe della giuria, abbiamo riflettuto sul senso del piacere del leggere e sulle competenze e capacità letterarie nelle diverse fasce d’età.



Alcuni attimi della cerimonia di premiazione delle scuole secondarie di II° grado, tenutasi presso l'Ateneo Veneto il 18 maggio 2016
 

Ma cosa significa fare il giurato in un concorso come questo?

“Leggere racconti scritti da ragazzi vuol dire, sempre, entrare nel loro mondo con discrezione, scoprendo solo ciò che loro vogliono lasciarci scoprire, indagando le loro interiorità con i soli strumenti che loro decidono di metterci a disposizione. Cosi il mio viaggio di scoperta di questi ragazzi è stata un’avventura tutta nuova; pagina dopo pagina ho ritrovato freschezza,  genuinità, intelligenza e arguzia. E’ stato un immenso piacere spalancare le porte di questi infiniti mondi, e ringrazio tutti i ragazzi per avermi concesso l’onore di possederne le chiavi”

Maria Chiara Duse, pedagogista e giurata Concorso letterario “D’Infiniti Mondi” per Lettura Pensata 2015-16

“Leggere è una passione… Leggere tutti i testi, in alcuni casi, vere opere, è stato come tuffarsi in un mondo di parole. Una scoperta di mondi e di persone, sentimenti, visioni spesso così diverse dalle proprie che ti lasciano stupita, a volte contrariata o che ti fanno anche sorridere. Leggere questi ragazzi è stato come incontrare veri autori in erba. Bello scoprire, in certi scritti, abilità così spiccate in ragazzini così piccoli.”

Antonella Gardinale, docente e giurata Concorso letterario “D’Infiniti Mondi” per Lettura Pensata 2015-16

Allargare il confronto ai vari docenti, ragionando insieme sulla diversità degli sguardi abbracciati grazie alla lettura dei racconti degli alunni, potrebbe diventare un’occasione di scambio, formazione e auto-formazione; d’altronde leggere è anche questo. E’ un trampolino verso nuove idee, occasioni e strade ancora da esplorare.


 

Al più presto inserirò, sul blog, un link dal quale si potranno visionare i vari lavori, gli elaborati e i racconti del concorso letterario "D’Infiniti Mondi" per Lettura Pensata 2015-16