Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

venerdì 23 maggio 2014

PROGETTO LETTURA PENSATA - Concorso BOOKTRAILER


Il 16 maggio sono stata alla premiazione del Concorso Lettura Pensata - sezione Crea un booktrailer - al Liceo Bruno Giordano di Mestre, Venezia.


Anche questo evento è stato promosso dall'Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia, volto a trasmettere l'importanza dei libri e della lettura nella formazione dell'individuo.




Se vi state chiedendo in cosa consista questa bella iniziativa, ve lo spiego attraverso le parole di Francesca Betetto, coinvolta nell'organizzazione del concorso:

"Da sette anni cerchiamo di promuovere la lettura fra i giovani attraverso il concorso.
L'intento del progetto è anche quello di poter donare dei libri ai ragazzi, incrementando così le biblioteche domestiche che spesso risultano scarse o addirittura inesistenti.
Quest'anno abbiamo chiesto, per la prima volta, la realizzazione di un booktrailer da parte degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado; abbiamo pensato che la creazione di un prodotto multimediale potesse aiutare in un modo abbastanza nuovo, divertente e accattivante a leggere un testo narrativo, senza essere costretti a scriverne la recensione come invece accadeva nei concorsi degli anni scorsi."


Quindi un video di breve durata che sappia raccontare, in maniera originale, la trama di un libro spiegando anche perché si dovrebbe leggerlo.

La giuria che ha visionato tutti i filmati decretando i vincitori:

Prof. Gugliemo Busanel dell'I.I.S Scarpa - Mattei di Fossalta di Piave assieme a tre allievi della sua classe 

Daniela Rossi, pubblicitaria

Giovanni Andrea Martini, direttore del Premio Pasinetti






Chissà a quale libro si sono ispirati per questo booktrailer?



Durante la premiazione, tra un filmato e l'altro, un'insegnante ha letto ad alta voce alcuni brani che parlano dell'amore per la lettura


A volte ho sognato che nel giorno del Giudizio,
quando i grandi condottieri, i grandi avvocati e statisti
si faranno avanti per ricevere le loro ricompense
- le corone, gli allori, i nomi indelebilmente incisi sui marmi
imperituri –
l’Onnipotente si rivolgerà a Pietro e gli dirà,
non senza una certa invidia nel vederci arrivare coi nostri libri sotto
il braccio:
‘Vedi, questi non hanno bisogno di alcuna ricompensa.
Qui non abbiamo nulla da offrirgli. Hanno amato leggere
Virginia Woolf, Ore in Biblioteca e altri saggi







E ha interagito con gli studenti, ponendo domande sui video girati, sul tipo di lavoro svolto, sul perché abbiano scelto quel libro e non un altro e che cosa hanno appreso da questa esperienza.








Alcuni dei libri protagonisti dei booktrailer
 
 
Conclusioni Finali
 
 
La passione per la lettura e l'uso delle nuove tecnologie: parole, pagine, immagini, fotogrammi, suoni e movimento si mescolano a interpretazione e creatività, trasmettendo un messaggio importante ovvero quello di una lettura pensata e non fine a se stessa, che sappia porre, nel giovane lettore, domande e la voglia di cercare anche da soli le risposte. 
 
 
E il viaggio continua....
 


lunedì 19 maggio 2014

ALLE PORTE DEL MALE - Rilettura del III Canto dell'Inferno di Dante



Il percorso iniziato ad aprile con il convegno sui libri e promosso dall'Ufficio Scolastico di Venezia, continua anche a maggio con numerose iniziative che coinvolgono le scuole del nostro territorio.



14 maggio 2014 - ALLE PORTE DEL MALE - Rilettura del III Canto dell'Inferno di Dante





Una rappresentazione teatrale a cura degli studenti del Liceo Artistico Statale "Guggenheim" di Venezia: attraverso una scenografia semplice, basandosi sulla gestualità corporea e il tono della voce, i giovani attori discendono nell'inferno dantesco, trascinandosi dietro gli incauti spettatori.
Giochi di luci e ombre alternati a  momenti di buio totale, la musica tetra  e l'uso di un proiettore riescono a catapultare il pubblico in una dimensione oscura, onirica, dove spazio e tempo si mescolano al contorcersi dei corpi, ai sussulti delle voci, alle narrazioni spezzate dai tormenti, brevi storie dalle quali  i personaggi di Dante si animano, ritornando in vita come tremolanti fiammelle dalla luce fioca e fredda, raccontando e raccontandosi agli occasionali ascoltatori. 
"Perché leggere Dante?" è il leitmotiv dell'intero evento che vuole porre l'attenzione sul perché un giovane lettore dovrebbe, oggi, leggere Dante.


Giunta in ritardo per il primo spettacolo, ho potuto intrattenermi con il prof. Donato Mascia, del Liceo Musicale "Pigafetta" di Vicenza che, assieme ai suoi studenti della seconda BM, hanno curato l'introduzione musicale della rappresentazione. 




Chiara - pianoforte
Minya - flauto traverso
Serena - flauto traverso
Giordano - sassofono



Nella bella cornice del Liceo Guggenheim di Venezia, accolti dalla musica ancor prima del loro ingresso nell'aula magna, gli spettatori vengono preparati, attraverso la melodia, ad entrare in quell'atmosfera onirica che caratterizza tutta la rappresentazione teatrale.
 
 
 
 


 
 
"Creare sinergie tra diverse scuole è un qualcosa che ritengo importante"
Prof. Donato Mascia Liceo Musicale "Pigafetta"

"Ci tengo alla musica, essa è molto educativa oltre a essere un linguaggio universale capace di avvicinare menti e culture diverse"
Dott. Domenico Martino
Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia





Collage di immagini tratte dallo spettacolo




A fine spettacolo, l'intervento della Prof.ssa Luisetta Callegari del Liceo Scientifico "Cornaro" di Padova: l'insegnante prova a dare una risposta alla domanda "Perché leggere Dante?"


La docente inizia il suo intervento con una piccola provocazione

"Leggere Dante perché potrebbe servire"

In realtà, specifica, utilizzare questo termine, servire, va a sminuire ciò che si apprende a scuola: servire rimanda a una schiavitù fine a produrre un qualcosa, mentre la scuola forma, dando un senso nuovo e intenzionale all'esperienza e al percorso di ogni studente.

Leggere Dante non perché serve ma perché contribuisce alla propria formazione, in maniera originale e autentica.

La provocazione continua proponendo al posto di Dante autori molto amati dai giovani quali Moccia, Tolkien, Rowling e Meyer.

  "Perché non leggere questi e lasciar perdere Dante?"

E nel chiederlo dimostra con sapienza di conoscere le trame delle opere di questi autori, nominando personaggi ed eventi, senza giudizio alcuno se non quello di poter leggere questi libri per puro diletto, per conto proprio anche a casa, sottolineando che per formarsi però, ci vogliono letture anche di un certo contenuto che facciano riflettere il lettore sfiorandogli le corde più profonde dell'animo.

Ma allora, Dante, perché va letto? Cosa dovrebbe spingere un giovane studente a perdersi tra le pagine di un grande classico come La Divina Commedia, distogliendo la sua attenzione dalle intriganti vicende degli amori adolescenziali della nostra generazione, da quelle Della Terra di Mezzo, di Howgarts o di quelle umane con vampiri e licantropi?

La professoressa Callegari per dare una risposta a quest'ultimo quesito si sofferma sul termine classico, parola che va a indicare quell'opera che con il tempo è riuscita ad entrare nell'immaginario collettivo, scritta con un linguaggio semplice e comprensibile da chiunque: "L'Odissea" di Omero,  "I promessi sposi" di Manzoni e le opere di Shakespeare ad esempio, sono testi che per secoli hanno saputo lasciare un segno, suscitando emozioni, agevolando nel lettore un processo di identificazione con le vicende dei personaggi.
 
Per poter capire l'opera di Dante, un autore che noi chiamiamo con familiarità con il suo diminutivo invece che con il suo vero nome, Durante, bisogna quindi partire dalla sua vita, dalla sua persona, dal suo carattere testardo che si riflettere nel suo amore per Beatrice, un amore portato dentro un'intera esistenza e che lo ha ispirato a scrivere due grandi opere: "la Vita nuova" e "La Divina Commedia".

Uomo dotato di una grande fantasia, in grado di inventare mondi e personaggi fantastici; personaggio orgoglioso che non ha mai avuto paura di mettersi contro i Poteri forti della sua città e del suo tempo, coerente sempre con se stesso e con i dettami della sua vita, sapendone pagare il prezzo, con l'esilio.

La sua opera ha un forte contenuto politico ed è per questo che  Dante può essere considerato un autore estremamente attuale: con i barattieri e con gli ignavi chiama in causa coloro che si sono lasciati corrompere per denaro o chi ha voluto disinteressarsi alla vita politica della sua città, mettendosi in disparte, temi inerenti a personaggi potenti e suoi contemporanei ma che s'intrecciano a quelli del nostro tempo e che ci possono aiutare a riflettere su quel che oggi accade e che incide sulla nostra storia.

Leggere Dante perché parla di sentimenti, d'amore e odio oltre la morte e la passione per la Conoscenza che deve andare oltre i limiti, attraverso una ricerca personale e individuale nell'oltrepassare le proprie "colonne d'Ercole".

Un altro motivo per leggere Dante è l'aspetto linguistico: in un'epoca dove tutti gli intellettuali scrivono le cose importanti in latino, lui decide di scrivere La Divina Commedia in una lingua comprensibile per chiunque (atto voluto e intenzionale nel diffondere cultura) utilizzando sia un linguaggio da taverna ma anche quello dei più grandi e sapienti teologi.

Dante è interessante anche per l'Influenza che ha avuto nella letteratura mondiale e non solo: La Divina Commedia ha e continua influenzare il mondo della letteratura, ma anche quello del cinema, la musica (classica ma anche rock ed heavy metal)  del teatro e anche quello dei fumetti (come quelli di Casa Disney, ma anche i manga giapponesi).

Quindi, in conclusione, leggere Dante perché?

Perché rappresenta una conquista, perché aiuta a riflettere, a capire il nostro tempo e se dopo aver posato La Divina Commedia sarà rimasto in noi, nel nostro cuore, anche un solo verso, allora, egli sarà nuovamente riuscito a far passare il suo messaggio contribuendo a dare quel qualcosa in più che arricchisce  l'esistenza di ogni lettore dopo aver finito la sua lettura.

L'evento termina con una riflessione che il Dott. Martino, Dirigente dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia, condivide con i presenti: dalla lingua di Dante a quella dei giorni nostri, nell'epoca delle nuove tecnologie.


"Va benissimo adattarsi al linguaggio degli sms e dei social (Twitter con i suoi 140 caratteri ad esempio) che ci proiettano in un tipo di comunicazione corta, veloce ed immediata ma bisogna tener conto della sua importanza, senza correre il rischio di impoverirla, divenendo così schiavi dei mezzi di comunicazione, poiché la lingua, e ricordatelo bene, è identità."


 
 


Riflessioni personali:

Più che una riflessione una considerazione su Venezia, con i suoi teatri importanti: quanto mi piacerebbe poter vivere nuovamente questa esperienza, magari in un teatro della nostra amata città, condividendola con altri compagni di viaggio, dimostrando con orgoglio cosa sanno fare i ragazzi delle nostre scuole...


Ringrazio Francesca Betetto dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia, per la gentilezza e la disponibilità.



Sylvia Baldessari










domenica 11 maggio 2014

#EducazionEamore - Affidando sé...


Il tema del mese di maggio lanciato da Snodi Pedagogici è: #educazionEamore

"L’educazione all’amore come dimensione particolare dell’incontro (umano e tra esseri viventi), alla sessualità, all’affettività, alla passione, intesa non solo come eros ma più etimologicamente come provare un forte “sentire” per qualcosa o qualcuno.

Come educare e come educarsi all'amore, in tutte le sue sfaccettature..."

Buona lettura.
 
S.B.
 
 




 #EDUCAZIONEAMORE - Affidando sé...




“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio:
sortirne tutti insieme è politica, sortirne da soli è avarizia”
(Don Lorenzo Milani)

Riflettevo qualche giorno fa su una parola in particolare della locandina de #educazionEamore e quella parola è “Educazione”, che per analogia mi rimanda al dantesco “Duca mio”, che riverbera altre mentali associazioni delle quali argomenterò tra qualche riga.
Ex ducere” i latini direbbero: si conosce il punto d’origine, la fonte, la sorgente del fiume, che se non ben arginato esonderà, ma… non ne si conosce il punto d’arrivo: sarà foce ad estuario o a delta? Sfocerà in un oceano o in un mare quel flusso di sentimenti mai uguali come l’acqua che scorre sempre diversa e apparentemente similare a quella già scorsa?
Domande che scaturiscono implicite nel sentimentale, amoroso cammino; domande che si fanno strada quando l’io incontra l’altro e come Penelope tessono insieme la tela, il testo, il tessuto della condivisa vita, prima che si sfibri non per l’odisseica attesa, ma per la consunta abitudine.

Guidare da…”, ovvero “partire da un punto” diremmo noi italici degli “anni dieci del XX secolo”: barluminare da una comune scintilla, per poi camminare insieme, lasciandosi guidare dal proprio “Virgilio”, o divenendo in prima persona “guida virgilianea”, per il qual compito non vi sono istruzioni o manuali d’uso (…manuali d’amore).
Che fare? Come ex/ducere il proprio “Dante” verso il settimo cielo, verso l’Empireo?

Riconoscendosi imperfetti, incompleti: esseri anticamente androgini, ma sempre (ahimè…) rivolti verso le infide luci della caverna e mai verso le luci del cielo, in nessun caso accecanti se osservate con occhi assetati di conoscenza, che ci diano la speranza di una completezza pari al raggiungimento (…possibile?) dell’orizzonte.
Perché alla fine quel che conta è il cammino, quel passeggiare in cui sentire gli altrui passi e con essi sincronizzarsi, armonizzarsi, magari esclamando “Sente quanto io ho sentito qualche anno fa..”, “Mi somiglia”, “Patisce quanto ho già patito” e scoprire che la strada percorsa in quel lontano caso non sarebbe stata l’unica se solo non avessimo mantenuto i paraocchi del pregiudizio e dell’egoistica “Prima persona singolare” (“Tutto intorno a te”, citando un vecchio refrain pubblicitario…) per virare verso un’altra prima persona, ma…plurale, condivisa e valorizzante come cinquant’anni fa Don Lorenzo Milani aveva intuito.
Perché l’amoroso cammino, il cammino che “sfida la morte” (a-mors…”senza morte”) è una infinita alessandrina biblioteca: “Hai mai letto tutti i libri della tua libreria?” …no, ma avrò tempo per farlo, ovvero…avrò tempo per conoscere l’altro, con dedizione e senza fretta alcuna.

Nel cammino di tutti i giorni “l’altro” è un caleidoscopio di individui, non riducibili alla mera quotidiana maschera (“persona”…) dei prestabiliti ruoli, che copre come un coperchio i sapori, i sentori di vibrazioni dell’anima diversa dal quotidiano e che solo la lettura di altrui testi, racconti, poesie, romanzi può far saltare alla vista del cuore e far sussurrare come Salinas che scriveva…

“…ci incontreremo
Oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli”

Prima esperienza di comunità, la scuola, e primo luogo in cui poter incontrare l’altro che palpitare il cuore fa e a cui i nostri ragazzi non sanno rivolger parole, che non sappiano di “prima persona singolare” per quel “Tutto intorno a te”, che ci rende monadi senza energia e non atomi carichi di vita.
Dove trovare parole che sappiano di prima persona plurale? Nelle altrui esperienze che riposano mortifere quando sono verticali tra gli scaffali e che vivono e pulsano di vita quando sbocciano tra le dita nei cartacei petali, sfogliati non come margherite dell’assenza, ma come fiori della futura pienezza…

I libri…

Lì possiamo ritrovare chi ha sofferto, chi ha amato, chi ha palpitato, chi ha pianto, chi ha gioito, chi ha atteso (quasi come noi abbiamo sofferto, amato, palpitato, pianto, gioito, atteso).

Lì ritroviamo con sorpresa emozioni già sentite, ma intessute in modo diverso…

Lì, tra le righe, riviviamo secondi già vissuti da Enea o da Pereira..

Lì scopriamo che non siamo soli e che il mondo non girà intorno a noi, ma insieme a noi…



     
     
     
    Chi è L'autore di questo articolo
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Pasquale Nuzzolese:
     
    Professore di Lettere alla  Scuola Secondaria di I grado “Sandro Pertini” di Ponte nelle Alpi (BL), vivo da sei anni tra le “Scogliere di Dio” bellunesi, dopo averne trascorsi ventisei nell’Atene delle Puglie, Trani,  terra dove mi sono laureato in Lettere moderne, indirizzo storico-sociale (2005) e ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento (SSIS – Puglia, 2008).  Ritrarre in “scatti di luce” la realtà (Instagram ) e declinarla in 140 caratteri  ( Twitter) sono il modo in cui vivo le humanae litterae del XXI secolo.
     
     
     
    Tutti i contributi verranno divulgati dai blogger di Snodi Pedagogici, condivisi e commentati sui diversi social e raccolti a questo link

    I blog che partecipano
     
    Il Piccolo Doge di Sylvia Baldessari
    Ponti e Derive di Monica Cristina Massola
    Nessi Pedagogici di Manuerla Fedeli
    E di Educazione di Anna Gatti
    La Bottega della Pedagogista di Vania Rigoni
    In Dialogo di Elisa Benzi
    Bivio Pedagogico di Christian Sarno
    Labirinti Pedagogici di Alessandro Curti
    Tra Fantasia Pensiero Azione di Monica D'Alessandro Pozzi
     

    I blogging day fanno parte di un progetto culturale organizzato e promosso da Snodi Pedagogici.

    Questo avrà termine con l'estate e sfocerà in un'antologia dei contributi che verrà pubblicata sotto forma di ebook"


    
 
 

sabato 10 maggio 2014

#PENSODUNQUEBLOGGO - Nel mezzo del cammin...


... dei nostri blogging day!

Quindi, come in ogni viaggio che si rispetti è necessario fare una "pausa", fermarsi per poter guardare indietro, osservare il percorso che ci siamo lasciati alle spalle per capire quanta strada s'è fatta, ma soprattutto per ammirare il paesaggio, catturare in esso sfumature che, magari, nel cammino non siamo riusciti a cogliere perché distratti o concentrati su altro...

 
 
 


Ed ecco che dopo #EducazioneNaturale, #PedagogiaeScuola e #PedagogiePolitica vi offriamo una sosta, un posto accanto a noi per poter riflettere assieme, fare il punto della situazione, capire e valorizzare quanto visto, letto e divulgato, dando forma e valore all'esperienza che stiamo vivendo.
Per fare questo abbiamo deciso di riprendere in mano i vostri contributi, rileggerli e afferrare i fili più pregiati per tessere nuove tele, perché la rete non è un posto dove lanciare e lasciare i propri pensieri in sospeso, ma luogo dove ciò che viene condiviso diviene linfa vitale per nuove riflessioni e discussioni, poiché la "creatività è mettere in connessione le cose" (Steve Jobs).


Primo Blogging day - #EducazioneNaturale


Traccia
"L'educazione nasce in un ambito naturale, la famiglia, il gruppo, il clan, la tribù, in cui era necessario che i grandi insegnassero ai piccoli quello che occorreva per vivere. Poi la società si è fatta più complessa è le figure educative si sono moltiplicate e in alcuni caso si sono professionalizzate per supportare quelle naturali. Ma ancora oggi la prima istanza educativa nasce nelle famiglie, nei gruppi familiari, negli spazi di socialità naturali...."


Per il mio blog scrive Sergio Grunwud  "Cronache di poveri genitori"

Il suo post (se non lo avete letto vi invito a farlo) potrebbe essere riassunto da questa vignetta:





Che significa?
Che per Sergio, nell'educazione odierna, sono venute meno le antinomie pedagogiche ,ovvero quelle coppie di concetti che nella storia del pensiero pedagogico si sono spesso presentate come problemi le cui soluzioni non sempre hanno significato la reciproca esclusione dei due concetti. 
In particolare, in questo caso, viene meno l'equilibrio tra permissivismo-autorità, squilibrio, dunque, a sfavore del secondo termine con la sua lenta e conseguente sparizione, negando così quella via di mezzo, l'autorevolezza, necessaria nella relazione educativa.

Dal posto di Sergio:

"Ma noto stranamente che adesso noi genitori siamo insofferenti. Se prima il maestro brontolava nostro figlio, non esitavamo a dare un sonoro ceffone a questo “figlio maleducato” di fronte all’insegnante (chi scrive ne sa qualcosa, maremma..). Adesso: “..che nessun maestro si azzardi solamente a dire che mio figlio è colpevole di qualcosa perché mio figlio è il migliore, buono, tenero e soprattutto è mio figlio e voi che insegnate siete tutti dei poco di buono perché non lo capite!!”

Anche per voi è così?

Vi è davvero questo squilibrio nella relazione educativa genitore-figlio?
O il mio autore esagera, forse legato troppo a un'educazione di ieri e "difficilmente" proponibile oggi?
Potrebbe essere questo uno dei nodi centrali che influenzano il dialogo con un altro dei pilastri educativi della società, ovvero la scuola?


Giungiamo così al secondo blogging day - #PedagogiaeScuola

Traccia
"Con l'ingresso nel circuito scolastico i bambini smettono di essere “esclusiva proprietà” delle famiglie ed entrano a pieno diritto nella società come soggetti. Subito dopo il contesto educativo per eccellenza (la famiglia) è la scuola il luogo in cui bambini e ragazzi passano la maggior parte del loro tempo.
Come e quanto viene percepito dalla scuola e dai suoi attori il ruolo educativo che viene loro chiesto? Qual è l'anello mancante nel processo insegnamento-apprendimento? Come vivono la scuola coloro che ci lavorano?”

Per il mio blog scrivono due insegnanti, Paola Torres "Le lingue, la scuola, gli amici" e Pasquale Nuzzolese "Insegnando serenità"

Ciò che emerge dai due scritti è quello sguardo educativo e pedagogico che gli autori hanno saputo offrire sul mondo della scuola, riconoscendone il suo effettivo potenziale: avrebbero potuto affrontare l'argomento partendo dai molti problemi che oggi affliggono il nostro sistema scolastico, rendendolo fragile e obsoleto.
Avrebbero potuto utilizzare questo spazio per sfogarsi ed elencare le difficoltà che come insegnanti vivono sulla propria pelle ogni santo giorno, difficoltà dovute ai tagli statali e dalla svalutazione che il loro ruolo, con il tempo, pare aver subito (vedi la vignetta sopra).

Invece i loro post partono proprio dai ragazzi e dalle opportunità che la scuola offre, sempre e comunque, per una loro consapevole auto-affermazione.

Hanno saputo descrivere la scuola per quello che è realmente, un luogo costituito da persone e dal tipo di relazione che cerchiamo di instaurare con gli altri, molte volte voluta e pensata in un modo, come tenta di farlo Pasquale quando cerca di guardare negli occhi i suoi ragazzi, provando ad andare oltre al semplice insegnamento e trasmettere quel messaggio intrinseco che dà valore all'esperienza stessa e senza il quale verrebbe vissuta e compresa solo a metà. Altre volte invece accade come ci spiega Paola*, dove l'apprendimento di un significato autentico avviene spontaneamente dal contesto, che altro non è che quel soffio giocoso che la vita ci fa, solleticando il nostro animo, donandoci l'opportunità di imparare qualcosa di veramente unico e importante per noi. E questo avviene perché siamo assieme agli altri, immersi nell'esistenza quotidiana, a scuola!


*Paola, nel suo articolo, si ispira al cortometraggio "Cuerdas" di Pedro Solìs, una storia che parla dell'amicizia tra un bambino disabile e una bambina.
Una storia tenera ma che insegna come a scuola avvengano gli incontri più significativi della nostra vita, nella maniera più inaspettata ed autentica.


E il vostro sguardo sul mondo della scuola, qual è? Che significa per voi quest'ultima e quali sono state le vostre esperienze e quali vorreste augurare ai vostri figli?

Il terzo blogging day - #PedagogiaePolitica

Traccia
"La cura della polis attraverso le pratiche di accudimento sociali. Una dimensione politica dell'educazione che esiste, anche se il termine politica, oggi si confonde troppo spesso con "partito" e può spaventare. Politica ed educazione, invece: due facce della stessa medaglia. Perché se le pratiche educative non diventano cura dei territori e costruzioni di reti di significati sociali, l'educazione perde in partenza la sua sfida. Un'educazione che non ha bisogno dell'aggettivo "civica" per essere sostanziata. Perché educare è già un atto civico. L'educazione tras-forma l'umanità in cittadinanza".
In questo terzo Blogging day ho il piacere di ospitare ancora Pasquale Nuzzolese "Officine del futuro"

Dal Post di Pasquale:

"perché per far fiorire la polis del futuro la scuola non dia risposte (“troppa acqua che marcire fa..”), ma offra narrazioni, da cui far affiorare dubbi, che mettano i nuovi “politici” (abitanti della polis) in condizione di ricordarsi di quanto già accaduto e agire conseguentemente (“centellinata acqua che fa fiorire..”)"

Ancora una volta l'autore che ospito dà prova di saper offrire quello sguardo pedagogico necessario per valorizzare l'esperienza a scuola, non come luogo dove "si riempiono vasi ma dove si accendono fuochi" facendolo attraverso l'esempio, degli insegnanti o di chi educa, ma anche attraverso un agire,quello degli studenti, volto a sviluppare in loro un senso critico e costruttivo su ciò che è stato e che li circonda, trasmettendogli l'importanza della cura e della progettazione pensata per quel stare bene assieme in comunità oggi, ma anche domani.
Ed è così che Pasquale ci illustra un progetto che viene proposto ai ragazzi della sua classe e che li spinge in questa direzione...
Mi piace questo punto di vista: in totale controtendenza rispetto al solito, ad un fare politica un po' sterile e del quale ne cogliamo l'essenza soprattutto sul web, nei commenti sui vari social. Commenti fini a se stessi e privi di un senso di auto-critica, dimostrando l’incapacità effettiva di pensare alla politica in termini progettuali a medio-lungo termine, riducendola così a una sorta di catarsi, di liberazione con effetto immediato da un diffuso senso di frustrazione subito, percepito e del quale ci si lamenta, senza però mai proporre una via d’uscita o un’alternativa che comporti a un cambiamento.

Se il progetto della scuola del mio autore vi incuriosisce, allora, vi invito a leggere il suo articolo se non lo avete ancora fatto, chiedendovi  infine quale sia il vostro punto di vista a tal merito.
Come vivete la politica, cosa significa per voi e come educa quest'ultima?



PENSODUNQUEBLOGGO:

Il 30 aprile i blogger del gruppo Snodi Pedagogici scriveranno e pubblicheranno una serie di articoli, sui propri blog, inerenti ai blogging day già pubblicati:

#EducazioneNaturale
#PedagogiaEscuola...
#PedagogiaEpolitica

Una sorta di tappa riflessiva per vedere quanto è emerso fino ad oggi grazie ai vostri contributi, per rileggere assieme a voi i passaggi fondamentali, provando a dare delle risposte ma anche porre e porsi nuove domande.

Gli articoli verranno pubblicati sui diversi social con #Pensodunquebloggo e raccolti sul sito di Snodi Pedagogici

 

 I Blog Partecipanti:

 
La Bottega della Pedagogista di Vania Rigoni
Ponti e Derive di Monica Cristina Massola
Nessi Pedagogici di Manuela Fedeli
E di Educazione di Anna Gatti
Bivio Pedagogico di Christian Sarno
TraFantasiaSpazioAzione di Monica D'Alessandro Pozzi
Labirinti Pedagogici di Alessandro Curti
In Dialogo di Elisa Benzi
Il Piccolo Doge di Sylvia Baldessari


E a maggio... #EducazionEamore


Traccia
"L’educazione all’amore come dimensione particolare dell’incontro (umano e tra esseri viventi), alla sessualità, all’affettività, alla passione, intesa non solo come eros ma più etimologicamente come provare un forte “sentire” per qualcosa o qualcuno.
Come educare e come educarsi all'amore, in tutte le sue sfaccettature..."

Fino al 7 MAGGIO 2014 sarà possibile inviare il proprio contributo, assieme a una proprio foto e una breve biografia, alla redazioni di Snodi Pedagogici
snodipedagogici@gmail.com
Il 12 maggio, dalle ore 10.00, avverrà la pubblicazione online dei vostri contributi.


Per maggiori informazioni cliccare qui