Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

domenica 22 febbraio 2015

LA CROCE: il nuovo racconto di Vera Q.

Ho già avuto occasione di ospitare Vera Q. sul mio blog.
Per questa nuova intervista dedicata alla sua ultima opera "La Croce",  ho deciso di giocare un po' con lei  e di pensare a questo breve ed efferato racconto in termini cinematografici.
Ringrazio Vera che ha accettato di stare a questo gioco dove colore, pennellate e tinte forti si mescolano a musica e a nomi famosi e non del mondo del cinema.
Chissà se ho solo precorso i tempi e anticipato una pellicola che saprà lasciare il segno.
Una X di sicuro.
Buona lettura.




La copertina: La Fumeuse" opera di Thierry Bruet






Ciao Vera! Qual è la trama del tuo ultimo libro?

Ciao Sylvia, e come sempre grazie per la tua ospitalità.
Passo subito a copiarti la sinossi de "La croce".

Quando si segna l'ubicazione di un tesoro su una mappa si annota una X.
Ma se è il Destino ad assegnarla, il Cammino diventa l'Incognita.
Miruna è madre, consacrata alla prole.
Amelia è madre, consacrata alla prole.
E in qualche modo, entrambe sono dipendenti da una sostanza.
Una dal sangue, l'altra dall'eroina.
La prima, a capo di un clan di Notturne, vampire, predatrici della razza umana.
La seconda, dedita alla fuga dal suo mondo lisergico.
La croce racconta il tortuoso percorso di due creature ai margini e della loro caccia al bene più prezioso: la Vita.
Uno scritto morboso, violento. La ricerca di una virgola da mettere sulla propria esistenza, laddove, invece, c'è un definitivo ed inestirpabile punto.



Giochiamo un po': se "La croce" fosse un film, sarebbe a colori o in bianco e nero?

Bel quesito. E risposta complicata.
Di certo potrei sbavare per un qualcosa in stile Sin City. Mi riferisco, ovviamente, alla scelta del bianco e nero arricchito da sprazzi violentissimi di colore.
E con un punto di rosso perfetto! Ho una vera e propria passione per il rosso, quel rosso.
Macchie significative, ecco.
Disturbanti.
L'eccesso che cola nel profondo.
Giusto per esagerare con l'allegria.

C'è un regista al quale ti piacerebbe inviare "La croce" perché ne faccia un film?

Questa è difficile, diamine.
Ed oso sparare alto, del resto sognare non costa nulla.
E punto al controverso Polański, del quale amo la genialità senza entrare nel merito della sua turbolenta vita.
Rosemary's Baby, ancora oggi a distanza di quasi cinquant'anni, rimane un cult per gli amanti del genere. E chi ha visto la pellicola capirà il senso del "rosso" al quale mi riferivo poc'anzi.
Non sono affatto un'esperta di cinema, sono, però, un utilizzatore del prodotto, senza dubbio.
Di questo regista apprezzo e condivido il piacere del "nero" declinato in paura, grottesco, sesso, tormento ed atmosfera.
L'uomo perfetto per il clima obliquo de La croce.
L'uomo perfetto per sottolineare l'alone di imminente rovina.
E sì, forse sono io che vedo (e mi faccio) troppi film.


Parliamo di interpreti: chi potrebbe impersonare Miruna e chi Amelia? E perché sceglieresti proprio loro?

Per la miseria, Sylvia: questa domanda è anche più complessa della precedente!
Miruna è un personaggio non più giovane.
Diplomatico, elegante, rigoroso e con un fine ben preciso che non contempla ostacoli di sorta.
Mi piacerebbe moltissimo che la parte fosse affidata a Milena Vucotik, l’indimenticabile “Pina Fantozzi”.
Attrice che ammiro, versatile ed estremamente seria.
Ho avuto modo di vederla di recente nel ruolo di Madame Trelkovski nel fan movie su Dylan Dog - Vittima degli eventi -
La donna giusta al posto giusto.
Sarebbe un’incantevole e freddissima Miruna.

Amelia, invece, è un personaggio borderline.
E non certo per merito suo.
Una scheggia impazzita e con un fine ben preciso che non contempla ostacoli di sorta.
Immagino, nella veste della mia prostituta tossicodipendente, Arianna Bonardi, musicista, cantante ed attrice emergente.
Scovata per caso, e le migliori scoperte avvengono sempre senza un reale motivo, grazie a Anna: cronache di un'attrice emergente  serie web scritta e ideata da Daniele Misischia.
Arianna è bravissima. Ironica, folle.
Differisce da Amelia nel fisico: Arianna ha tratti molto mediterranei, ma trucco e parrucco sono rimedi eccellenti.
Penso che quest’attrice riuscirebbe a dare ad Amelia un guizzo diabolico. Una pennellata fosca. Incisiva.
La stessa che spero il lettore ritrovi nella trama che la riguarda.



Quale canzone potrebbe raccontare la storia di queste due madri e a chi affideresti la colonna sonora di questo film?


… allora dillo che mi odi!
È sempre più ostica questa intervista.
E un solo pezzo che racchiuda due vite così simili e così distanti non è semplice da scegliere.
Sicché mi butto sul classico. Una canzone che riflette il titolo del libro e, in parte, il suo contenuto.
Mi riferisco a Stigmata Martyr dei Bauhaus. Superfluo sottolineare il mio amore per questo gruppo.
Sulla colonna sonora, invece, non ho alcun dubbio: pretenderei Brian Eno.
L’uomo del Tutto, persino del suono d’avvio di Windows 95!



"La croce" vince l'Oscar. Vai a ritirarlo: il tuo breve discorso di ringraziamento?

Io che mi allontano dalla mia cuccia e che parlo in pubblico?
Tutto quel pubblico, tra l'altro?
Questo sì che è davvero un film, e di fantascienza!
E nella remotissima eventualità che ciò si materializzi, probabilmente leggerei soltanto l'incipit del racconto:
"Prendi la tua Arroganza e intrecciala.
Fanne un robusto cappio.
Forte, vigoroso, tale da reggere la Presunzione che ti contraddistingue.
E impiccati nel Giardino dei Sentimenti, all'albero della Comprensione, arbusto che in te non è mai riuscito a mettere radici."
Per poi morire d'infarto nell'istante successivo.



In attesa che ciò accada, torniamo alla versione ebook: dove possiamo trovare quest'ultimo?

Una lunga, estenuante, e principalmente vana, attesa.
Consoliamoci con l'ebook.


domenica 8 febbraio 2015

DISLESSIA: intervista a Gianluca Lo Presti.

 
 
Dislessia, un termine oggi molto usato o forse abusato anche nel semplice parlare quotidiano. Lo so, sentirlo rivolto verso il proprio figlio evoca sempre timore, paura e molto spesso viene associato a tante cose tranne a ciò che è veramente: un disturbo dell'apprendimento.
Per chiarire dubbi e perplessità al riguardo vi propongo questa intervista a Gianluca Lo Presti, psicologo e psicopatologo dell'apprendimento.
Le domande che ho proposto a questo specialista derivano da un mio lavoro in rete, dal continuo confronto con i colleghi nei vari gruppi e forum di discussione e dai genitori che mi contattano per chiedere spiegazioni e consigli.

Buona lettura







Benvenuto su Il Piccolo Doge, Gianluca. Chi sei e di cosa ti occupi professionalmente?
Salve, grazie a te. Sono psicologo e psicopatologo dell'apprendimento e mi occupo di aiutare i bambini con disturbi dell'apprendimento come la Dislessia e DSA e del comportamento come l'ADHD.
 
 
Qual è stato il tuo percorso formativo?
Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, Laurea Magistrale in Psicologia, Master Universitario di II° LVL all'Università di Padova in Psicopatologia dell'Apprendimento, ed ovviamente molti altri corsi per specialisti per affinare le competenze tecniche in questo meraviglioso campo di lavoro.

Differenza tra disturbo e difficoltà di apprendimento: ne parliamo?
Non è semplice. In breve una difficoltà è una condizione temporanea e transitoria che molti bambini possono incontrare nel corso del loro sviluppo. Un disturbo è una condizione innata con delle ricadute in ben determinate abilità di apprendimento. La distinzione è possibile solo dopo accurate e specifiche visite specialistiche.
 
Dislessia, discalculia e disgrafia: cosa sono?
Includendo anche la disortografia, tutti questi sono dei DSA, ovvero dei Disturbi Specifici di Apprendimento.
Ovvero un tipo di disturbo specifico che in cui determinati apprendimenti risultano avvenire con notevole fatica da parte del ragazzino. Il tutto è indipendente dalla sua volizione: ovvero non lo fa apposta a leggere lentamente (dislessia) o a commettere troppi errori ortografici (disortografia), a non apprendere bene i gesti grafici necessari per scrivere in maniera chiara (disgrafia) o le basi per una buona abilità di calcolo (discalculia)

A che età si manifestano, da cosa derivano e che fare quando ci accorgiamo che qualcosa non va a scuola?
Dislessia, Disortografia e Disgrafia si possono diagnosticare solo dalla fine della seconda classe primaria, invece per la Discalculia è necessario aspettare la fine della terza classe della scuola Primaria. 
Anche se si possono diagnosticare con cautela in fasi medie della scolarizzazione, è anche vero che molti segni possono essere osservati anche prima, su cui è necessario intervenire.
Derivano da una caratteristica neurobiologica dell'individuo. 
La prima cosa da fare è segnalare il caso presso gli specialisti competenti.
 
Quali problematiche comportano i disturbi d'apprendimento, nel bambino, a livello di autostima?
Il bambino con DSA è di certo più a rischio per una carenza di autostima indotta dall'ambiente, in quanto la sua condizione lo mette a dura prova. Ci sarà chi supererà questa difficoltà in maniera autonoma e ci sarà chi, come speso accade, non sapendosi dare una spiegazione rischia una ripercussione sul proprio modo di percepirsi bravo o non-bravo rispetto agli altri.

Quali sono le strategie educative da mettere in atto per aiutare questi ragazzini?
Quattro parole d'ordine: capire, potenziare, dispensare e compensare.
La prima cosa da fare è capire se si tratta veramente di DSA, attraverso le valutazioni specialistiche che facciamo. La seconda è di potenziare il tipo di abilità carente. La terza è di dispensarlo da alcune abilità ma compensarlo con strumenti didattici mirati, giusto il tempo minimo e necessario a fargli apprendere ciò che gli serve. Poi, alcuni degli strumenti compensativi e dispensativi gli saranno sempre utili, ma la nostra idea è sempre quella di renderlo più autonomo possibile.

Strumenti compensativi: cosa sono e a che servono?
Gli strumenti compensativi, come la sintesi vocale per i bambini con dislessia, riducono il carico di lavoro che il bambino deve ogni giorno sopportare al fine di fargli raggiungere lo stesso obiettivo di apprendimento degli altri senza perdere in abilità di comprensione o di studio.
 
 
In rete ho letto che la dislessia viene paragonata ad una disabilità. È vero?
Assolutamente no. Non credo che ci sia altro da dire che non è né una malattia né una disabilità, ma un disturbo di apprendimento che può essere affrontato come una caratteristica del ragazzino ad apprendere in maniera diversa e modalità diverse.

I primi passi, per i genitori, da compiere dopo la diagnosi che certifica la presenza di un disturbo d'apprendimento nel proprio figlio.
Andare a scuola e presentare la diagnosi, protocollare il PDP (Piano Didattico Personalizzato) e collaborare con la scuola alfine dell'utilizzo delle modalità didattiche d'intervento mirato.
Ovviamente in primis vi è da seguire ciò che suggerisce il clinico che fa la diagnosi, ovvero eseguire un tipo di lavoro pomeridiano sia di studio che di potenziamento, a casa o presso il servizio di riferimento. Il tutto viene rigorosamente indicato nei minimi dettagli dal clinico esperto e competente.
 
 
E il ruolo della scuola?
Eseguire la leg 170/10 e DM 5669 del 12/7/2011.
Dunque capire la situazione, stilare il PDP ed applicarlo.

Oggi non si fa che parlare di dislessia  quando la effettiva percentuale della popolazione scolastica che soffre di questo disturbo è inferiore al 10%: secondo te, perché?
I ragazzini con possibile dislessia, si stima, siano circa il 3/4%
Ma diagnosticati ce ne sarebbero meno della metà. 
Se ne parla molto sia per via delle nuove legiferazioni, sia perché è un problema serio e reale per molte famiglie che devono studiare ogni pomeriggio con i loro figli a casa e per molte scuole e servizi sanitari che, alle volte, si ritrovano impreparati davanti a questo fenomeno, da sempre esistito, affrontabile solo con adeguate competenze che, purtroppo, oggi scarseggiano.

Molti grandi personaggi della storia e dell'arte erano dislessici: Albert Einstein, Agatha Christie, Walt Disney, Pablo Picasso... Disturbo o un particolare modo di apprendere?
Sono delle forti ipotesi, che non possiamo né confermare né escludere al 100%. Di alcuni di questi ho seri dubbi, di altri, lo penso fortemente che fossero dislessici. Far passare il messaggio che anche alcuni personaggi famosi erano dislessici è un buon modo di incuneare una cultura della Dislessia in positivo nella scuola, ma non basta. Oltre a non bastare rischia di diventare pericolosa quando il ragazzino, nelle difficoltà di ogni giorno, si accorge di non essere Einstein per via degli errori che compie. In più, altro rischio ancora, il docente potrebbe caricarsi di aspettative sul ragazzino dislessico ed ottenere l'effetto contrario.
Sulla seconda domanda "Disturbo o particolare modo di apprendere", diciamo che sono due facce della stessa medaglia. Ovvero che, in ambito clinico i DSA sono dei Disturbi Evolutivi. Punto. In ambito d'intervento, oltre il potenziamento, è necessario adottare un alternativo o, forzatamente, "particolare", modo di apprendere.

Conoscere ed informarsi sulla dislessia è fondamentale: quali testi possiamo consigliare ai genitori e quali agli educatori e agli insegnanti?
Agli specialisti consiglio "Diagnosi dei disturbi specifici dell'apprendimento" e, di prossima uscita, "Diagnosi dei disturbi evolutivi", entrambi con me come autore per le edizioni Erickson, Trento.
Per insegnanti ed esperti nell'intervento consiglio "Dislessia ed altri DSA a scuola", con lavori dei maggior esperti nel campo dei DSA, sempre Erickson, edizioni.
Per i genitori: ci sto lavorando personalmente e chiedo qualche mese di attesa, nel frattempo consiglio il mio Blog/Magazine

 
 
 
 
 
 
La prima domanda che mi fanno i genitori quando mi raccontano della dislessia del figlio è se potrà mai fare, a scuola e nella vita, tutte le cose che fanno gli altri.
Che rispondiamo a tutte queste mamme e a tutti questi papà?
Potrà fare assolutamente tutto: sbaglierà come tutti ma andrà avanti, appunto, come tutti. 
La cosa importante è solo conoscere nel dettaglio il proprio disturbo specifico, sapere come si manifesta e come potenziarlo e poi compensarlo. Per il resto, dunque, resterei, da genitore, della massima serenità
 
Dove possiamo trovarti in rete?
Potete digitare su Google "Gianluca Lo Presti Dislessia"
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