Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

lunedì 20 luglio 2015

"Mamma, la scuola!" Intervista a Daniela Poggi.


Prima di iniziare l'articolo, una precisazione per il lettore: questa intervista  fu pubblicata a inizi gennaio 2014 su un sito dedicato alla maternità, oggi non più online.
La ripropongo nella sua versione originale, poiché credo che in sé contenga spunti molto interessanti: dai compiti a casa, al concetto di homeschooling, fino giungere a riflessioni sul metodo, sulle intelligenze multiple e sul ruolo educativo della scuola e della famiglia.

Sylvia Baldessari












Oggi parliamo di scuola, di compiti e metodo. Ne parliamo attraverso il libro "Mamma, la scuola!" edito da Armando Editore e scritto dalla blogger e scrittrice Daniela Poggi, una mamma che ha deciso di condividere le sue esperienze nel mondo della scuola nell'esatto momento in cui i suoi figli ci hanno messo piede.
Un libro intelligente che dimostra come il dialogo tra la famiglia e la scuola sia essenziale, soprattutto in periodi come questi dove tagli e continue riforme mettono a dura prova insegnanti, ragazzi e genitori.
Un'intervista vivace, quella che mi ha rilasciato Daniela, che forse va oltre, offrendo al lettore un attento sguardo sul mondo dell'educazione in generale, proponendo un atteggiamento costruttivo e responsabile non solo nei confronti di un'importante agenzia educativa, la scuola, ma anche verso le generazione future che, assieme alle parole, si nutrono di gesti. Dei nostri gesti, piccoli o grandi che siano.



Buona lettura.




Ciao Daniela e benvenuta. Ti va di raccontarci chi sei e cosa fai nella vita?



Sono mamma di due bambini di 9 e 5 anni. Da tre anni sono l’autrice del blog La scuola in soffitta che è nato come diario della nostra esperienza di homeschooling part-time, tutti gli spunti abbiamo raccolto nel tempo per stimolare la curiosità dei bambini, la loro voglia di imparare, di leggere e di crescere insieme a noi. Nella vita mi occupo di tutt’altro. Ho la passione per i libri, che leggo sui mezzi mentre vado al lavoro. Mi ha sempre incuriosita lo studio dell’educazione in tutti i suoi aspetti. Come molte altre mamme ho letto tanti libri sui bambini alla nascita del primo figlio. La prima svolta è arrivata scoprendo i libri del metodo Montessori, grazie ai quali ho capito che la famiglia e l’ambiente in casa potevano essere molto più educativi di quanto mi fossi mai aspettata.




"Mamma, la scuola!" è il libro che hai scritto, di cosa parla e com'è nata l'idea?



“Mamma, la scuola” è la somma delle mie ricerche e dell’esperienza di questi anni, è la presentazione del mio metodo: le idee e l’organizzazione per trasformare gli anni della scuola in periodo davvero felice e di crescita per tutta la famiglia. Ho riproposto alcune delle attività che avevano riscosso maggiore successo sul blog e ne ho inserite molte che risulteranno nuove per i lettori di Scuolainsoffitta ma abbiamo sperimentato e ci sono piaciute molto. L’idea di scrivere un libro è nata come necessità di tirare le fila di tutti gli articoli scritti su come trasformare i compiti in un divertimento. Ho voluto dare un corpo organico a questo stile educativo, l’homeschooling (part time nella nostra forma)  di cui si legge molto nei testi americani ma che in Italia non ha molta bibliografia.









Parliamo un po' dei compiti per casa: qual è la tua esperienza da mamma?



La questione dei compiti è molto controversa: c’è sempre qualcuno che li vuole e qualcuno che li abolirebbe. Trovare un giusto equilibrio sembra complicato. Come mamma posso dire che durante lo studio serve un allenamento, come serve anche un momento di riflessione autonoma per metabolizzare quello che si è appreso. Spesso è durante i compiti che ci si accorge di non aver compreso un concetto, non saperlo applicare in situazioni diverse dall'esempio. In questi casi, il genitore spesso arriva alla veloce conclusione che il bambino non sia preparato, ma in realtà è proprio di fronte alle difficoltà che devono venire fuori i dubbi. Da questo punto di vista, ben vengano i compiti. Dalla mia esperienza di homeschooling posso consigliare di cercare attività ludiche per rinforzare o mettere alla prova le conoscenze. L’idea di fondo è sempre che se il bambino non ha capito gli appunti, possiamo sicuramente aiutarlo a comprenderli ma può servire un esempio diverso, magari più pratico, che preveda una attività manuale per esempio. I compiti sono utili quindi per allenarsi, per chiarire i dubbi ma anche per affrontare l’argomento in modo più divertente cercando attività adatte. Nel libro ho raccolto attività per ogni materia.




Come viene affrontato, nel libro, il "problema" dei compiti?



Sono quasi sempre i genitori a definire i compiti un problema perché di fronte alla scarsa voglia di studiare inizia un lungo braccio di ferro per mettere i figli davanti ai libri. I compiti sono un problema se manca interesse verso lo studio e questo come genitori lo possiamo stimolare in tanti modi. Nel libro ho differenziato le attività possibili in base al tempo che una famiglia può avere a disposizione. C’è qualche idea per tutti. L’importante è arrivare a vivere gli anni della scuola come una esperienza felice anche in casa. Nella storia di una famiglia l’esperienza scolastica dei figli occupa almeno 13 anni. E’ un periodo lungo e guardarlo come un’epoca di litigi per lo studio o come un ricordo felice di anni sereni fa grande differenza. A volte basta davvero poco per cambiare l’umore familiare. Durante i compiti possiamo capire molto dei nostri figli e costruire anche in quelle occasioni il nostro rapporto con loro.




"Mamma, la scuola!" parla anche di metodo: uno solo per tutti o più metodi per apprendere?



Negli ultimi anni si parla molto di intelligenze multiple. C’è grande attenzione alle diverse forme di apprendimento. C’è il bambino che impara ascoltando, quello che deve leggere da solo, quello che deve fare manualmente per capire, quello che ha bisogno di ambiti diversi. Questo solo per fare alcuni esempi. Se sommiamo le passioni personali dei bambini, capiamo meglio che al piccolo lettore possiamo proporre di approfondire un periodo storico leggendo un romanzo ambientato in quell’epoca mentre al bambino che ama costruire possiamo suggerire una attività con carta e colla. Ogni argomento e ogni materia ha tante declinazioni diverse e relativi attività differenti da provare. I bambini sono diversi tra loro ma lo sono anche le famiglie: c’è quella che ha più tempo, quella che delega parte dell’educazione ai nonni, quella che ama i musei e quella che preferisce attività di gioco. Bambini diversi, stili di apprendimento diversi e famiglie diverse. Un metodo solo non basta. Non ho voluto fare una scelta a priori delle attività da proporre nel libro perché ho preferito inserirne di diverse tra loro in modo che ogni famiglia potesse scegliere le più adatte alle proprie necessità (gusti, tempi, preparazione) e comporre un programma proprio, da variare durante il tempo se necessario. L’importate era per me spiegare quali alternative ci sono.




Il ruolo della scuola e quello della famiglia nel percorso di crescita del bambino: due realtà diverse o fortemente connesse tra loro?



Sicuramente sono due realtà fortemente connesse. C’è un patto educativo tra scuola e famiglia. In molti istituti questa attenzione è particolarmente sollecitata a inizio percorso. Ognuno ha il suo ruolo, i suoi obiettivi, ma serve una coesione di base. Sono spesso i genitori quelli che devono imparare il loro nuovo ruolo nel momento in cui i figli entrano alla primaria. E’ un salto non solo per i bambini. Gli insegnati danno sempre delle linee guida su come collaborare nello scopo educativo, ad esempio ricordando ai genitori di insegnare l’autonomia ai figli, la responsabilità verso lo studio, ma anche creando nei limiti del possibile un ambiente familiare che faciliti e invogli l’apprendimento. Quest’ultimo è il tema centrale del mio libro.




Secondo te quali sono i problemi che la scuola italiana, oggi, deve affrontare?



La Scuola ha molte difficoltà in questo periodo. Ci sono tante persone che lavorano al suo interno che stanno facendo salti mortali. Come genitori possiamo fare due cose. La prima è abbandonare il ricordo della scuola che abbiamo frequentato noi, perché ci limita nel giudizio. L’organizzazione è cambiata e il confronto a volte rappresenta un ostacolo. In secondo luogo possiamo sostenere gli sforzi dei nostri bambini a casa, anche con piccoli gesti alla portata di tutti. Chi ha più tempo potrà sperimentare qualche idea da laboratorio, come quelle suggerite nel libro. Chi ha meno tempo, può sbizzarrirsi scegliendo idee più veloci. Le possibilità sono tante e si possono realizzare in molte occasioni quotidiane con grande facilità.




Nella parte finale del libro il lettore può trovare una serie di link utili, dai film consigliati al materiale didattico da scaricare: qual è il ruolo della rete nel processo educativo?



La rete offre infinite possibilità per approfondire lo studio o semplicemente creare curiosità di imparare. Sicuramente proporre fin dall’inizio internet come fonte di apprendimento può instaurare il legame giusto tra bambini e tecnologia per farne anche in futuro un uso consapevole.










Dove possiamo trovare te e il tuo libro?



Io continuo a raccogliere idee che racconto sul blog Scuolainsoffitta. Il libro è in vendita sui principali siti di vendita libri sia in forma cartacea, sia in versione digitale.


giovedì 9 luglio 2015

"TORTA CASA RAZZO!" Intervista a Barbara Marelli tra ricette, disegni e fantasia.




Oggi ho il piacere di presentarvi "Torta Casa Razzo" scritto dalla simpatica Barbara Marelli.

Anche questa intervista, in origine, fu pubblicata su un portale dedicato alla maternità, non più online e nel quale dirigevo una rubrica sui libri.
Ho deciso di riproporla sul mio blog perché trovo molto importante il messaggio di fondo che il libro trasmette: parlare con i bambini, tenendo conto dei loro pensieri, del loro modo di vedere e percepire il mondo.
I bambini amano dialogare, condividendo con l'adulto tutta la carica fantastica che ancora li contraddistingue, donando a quest'ultimo l'opportunità di ritornare a vedere la vita a colori.
E a proposito di colori, che dire dell'idea di inserire i disegni di questi piccoli chef all'interno del libro?
Anche il disegno è una potente via di comunicazione: non sottostate troppo rigidamente alle regole d'interpretazione del disegno infantile, che sì son importanti, ma ancor più importante è chiedere direttamente al bambino il significato della propria opera.
Talvolta la risposta è molto più semplice e fantasiosa rispetto quella derivante da un rigido modello interpretativo.
E magari vi scappa un sorriso, cogliendo l'occasione di conoscere maggiormente il vostro bimbo.




Buona lettura.













Ciao Barbara e benvenuta. Puoi presentarti brevemente?




Ciao a tutti! Sono Barbara Marelli architetto che, dopo aver collaborato per anni con uno studio di progettazione ed aver avuto due bambine, ha dato vita a un libro-raccolta di ricette che sono qui a presentarvi: TORTA CASA RAZZO!





Hai scritto "Torta casa razzo" un libro di ricette in... Bambinese! Come ti è venuta questa idea?




Tutto nasce per gioco dalla tradizione di appuntare su un quaderno le ricette di familiari e amici. Le mie figlie, troppo piccole per scrivere autonomamente, pretendono di partecipare. Così loro raccontano e io scrivo tutto, ma proprio tutto quello che mi dicono! Gli appunti rimangono lì per riemergere dopo qualche tempo e mi rendo conto che lasciarli nel cassetto sarebbe un vero peccato: sono freschi, genuini e divertenti, oltre che illustrati meravigliosamente. Decido di ripetere l’esperienza con altri bambini, li ascolto raccontare le loro esperienze in cucina e raccolgo i loro disegni e… TORTA CASA RAZZO! prende vita.





Perché è importante coinvolgere i più piccoli a cucinare con mamma e papà? Quali sono i benefici?




L’adulto (e non necessariamente la mamma e il papà) che cucina con un bambino: educa condividendo le proprie conoscenze, racconta e tramanda le proprie tradizioni e gioca sperimentando forme, colori e sapori con un’ottica tutta “bambinese”.





Ogni bambino ha illustrato la propria ricetta con un disegno che tu, poi, hai inserito nel libro.

Perché hai fatto questa particolare scelta?



I bambini non riescono semplicemente a raccontare, devono muoversi, mimare, cantare e ballare. Con un foglio e delle matite ho cercato di canalizzare le loro energie in un disegno che, alla fine dell’intervista e dopo avergli dato un titolo, mi regalavano. Erano troppo belli per rimanere nel solito cassetto per cui ho pensato di pubblicare anche quelli… danno un tocco artistico al tutto!



Qual è la cosa più divertente che ti è capitata scrivendo questo libro?



La cosa più divertente è stata sicuramente ascoltare i bambini e annotare tutte le loro fantasie: le spiegazioni magiche di fenomeni come la cottura, la colorazione del risotto e, soprattutto, il battesimo di strumenti come il “mescolo”, il “bruscapane” o il “bucciapatate”





E quella che più ti ha fatto riflettere?




Mi sono resa conto che per i bambini avere un adulto a totale disposizione, interessato ai loro racconti al punto da scriverli senza correggerli, è stata una novità e i loro sorrisi compiaciuti, quando apponevo nome e titolo sul loro disegno, mi hanno fatto capire che questa disponibilità è stata molto apprezzata.




Troppo spesso gli adulti vanno di fretta e questo impedisce loro di fermarsi ad ascoltare…





Progetti futuri?




Il mondo dei bambini è una realtà che mi affascina e mi stimola, per cui in futuro credo che continuerò a frequentarlo. Le idee sono tante e qualcuna ha già preso il via. Appena si concretizzeranno in qualcosa che mi va a genio, non mancherò di farlo sapere in giro.





Dove possiamo trovare te e il tuo libro?




Il libro è in vendita su Amazon, sia in versione cartacea che digitale.

Esistono anche una Pagina e un Gruppo Facebook dove gli amanti del “bambinese” possono trovare pane per i loro denti.

sabato 4 luglio 2015

"Aiuto sono incinta... Adesso cosa mangio?" Intervista a Carla Bigi, dietologa e scrittrice.



Per qualche tempo ho collaborato con un portale dedicato alla maternità, proponendo diversi articoli di carattere pedagogico. Tra questi, curavo anche una piccola rubrica dedicata ai libri, scritti da autori emergenti.
Il sito non è più online e con esso molti dei miei post.
Ho deciso di riproporne alcuni sul mio blog.
Ed è così, che oggi, ho il piacere di pubblicare l'intervista fatta a Carla Bigi, autrice di "Aiuto sono incinta... Adesso cosa mangio?" edito da Miraviglia Editore.
Un libro che parla di alimentazione durante la gravidanza (ma anche oltre) e per questo, educativo.
Perché, d'altronde,  il cibo e il come ci nutriamo, raccontano molto: della cura che abbiamo verso noi stessi, del prossimo, riflesso della propria cultura, delle tradizioni e delle modalità con le quali si trasmette il piacere di stare insieme, condividendo qualcosa.
E l'alimentazione dell'essere umano, muta attraverso le sue fasi di crescita, richiedendo la capacità di educare ed educarsi al sano, permanentemente.
Anche questa, quindi, rientra tra le buone prassi educative, da dover ricevere e trasmettere a chi ci sta accanto.
Ricordando, anche, che l'Expo 2015, a Milano, è dedicato proprio all'alimentazione.

Buona lettura.


Dite la verità: una volta saputo dell'arrivo di vostro figlio tutto è cambiato, probabilmente anche il rapporto con il cibo che, all'improvviso, avete guardato con occhi diversi, talvolta diffidenti (lo potrò mangiare quello?) altre volte invece con un'insolita e irrefrenabile ingordigia (se non esagero ora, quando?).

Se poi, dalle analisi del sangue, risulta che non avete avuto la toxoplasmosi... Apriti cielo! 


"Aiuto sono incinta... Adesso cosa mangio?" è un libro che vi aiuterà a fare chiarezza, indicandovi in maniera confidenziale come farebbe una cara amica, cosa fare per affrontare al meglio, soprattutto da un punto di vista nutrizionale, uno dei periodo più importanti della vostra esistenza: la gravidanza.












Ciao Carla, ti va di raccontare chi sei e cosa fai nella vita?



Certo, intanto grazie dell'attenzione che avete accordato a me e al mio libro.

Sono una dietologa che lavora da molti anni con le varie problematiche della nutrizione: dalla gravidanza alla menopausa, dal mantenimento della salute alla cura delle patologie toccando con mano tutti i giorni come spesso questa branca della medicina viva di informazioni false o distorte.


Sei l'autrice di "Aiuto sono incinta... Adesso cosa mangio?" edito da Miraviglia Editore, dove si affronta il tema dell'alimentazione in gravidanza. Da dove nasce l'idea?



Da una richiesta, sempre più sentita, delle mie pazienti di rimanere donne anche in questo particolare momento della loro vita. Se pensiamo alle nostre madri e nonne, una donna incinta era vista solo come la portatrice di una nuova vita che doveva annullare sia il suo aspetto fisico che qualsiasi altro suo interesse in nome di questa priorità assoluta. 

Ora sappiamo che il pensare anche a noi stesse rimanendo "belle" non comporta alcun rischio per il nostro bambino sempre a patto che ci affidiamo a specialisti e non scegliamo invece un deleterio fai da te.



Il libro è suddiviso in tre capitoli: ce ne parli?



Gli ormoni che sostengono la gravidanza cambiano giorno per giorno e con loro i piccoli fastidi che accompagnano la gestante. Mi è piaciuto scrivere un "manuale pratico" che ci raccontasse cosa succede al nostro bimbo e a noi di conseguenza. Trimestre per trimestre ci insegna come affrontare questo momento magico che stiamo percorrendo con le sue nausee, con la stanchezza, con l' aumento di peso dando per ognuno un rimedio efficace e naturale.

A una alimentazione corretta ho abbinato anche il movimento più adatto man mano il nostro panciotto cresce e la nostra agilità' cala di conseguenza.
Non ho voluto usare termini medici troppo spesso usati e abusati, che invece di rassicurare le future mamme ottengono l' effetto opposto e proprio per questo volerle mettere a loro agio nel libro ho usato il tu confidenziale come fossi una amica a cui possono rivolgersi fino al parto



Alimentazione oggi: pregi e difetti.



Purtroppo non riesco a trovare molti pregi nell'alimentazione attuale e l'aumento delle varie patologie legate all'apparato digerente è la conferma di un peggioramento a livello qualitativo dei cibi che ritroviamo giornalmente sulle nostre tavole

Assistiamo a un impoverimento di nutrienti come vitamine e sali minerali e un aumento di residui chimici di pesticidi, concimi, antiparassitari nei cereali, senza contare i residui di farmaci utilizzati nell'allevamento del bestiame. 
L'alimentazione italiana che ha da sempre avuto come vanto la miriade di sapori e colori con cui soddisfare ogni gusto si sta impoverendo diventando monotona, insipida e ripetitiva
Molte sono le motivazioni di questo cambiamento certo è che dovremmo tornare a recuperare la cura e l'attenzione con cui le nostre mamme si preoccupavano di scegliere i cibi con cui "nutrirci" e non solo riempirci.



Perché è importante far attenzione a cosa mangiamo durante la gravidanza?



Beh è logico che quello che mangia la mamma è ciò' che "passa" attraverso la placenta al bimbo, non ci sono filtri.

È una grande responsabilità verso la vita che sta crescendo evitare quegli alimenti che sono risaputi dannosi e addirittura pericolosi per il proseguimento di una sana gravidanza come l'alcool, il caffè, i cibi crudi in alcuni casi.
Siamo arrivati alla conclusione che invece di mangiare due volte tanto dobbiamo insegnare a nutrirci due volte meglio



Il libro affronta anche i falsi miti legati al cibo e alla gravidanza: quali sono?



Ce ne sono tantissimi, dal pesce crudo che secondo la saggezza popolare andrebbe evitato al prezzemolo che farebbe abortire ma quello che mi fa più sorridere è il mito legato alle voglie

Chi non ha avuto desiderio di cioccolata o di caffè o di fragole e terrorizzata ha cercato di ovviare al pericolo di segnare la pelle del suo bimbo in modo indelebile cedendo a queste richieste improvvise e imprevedibili?
Inutile dire che non c'è corrispondenza tra le voglie insoddisfatte e gli eventuali nei o angiomi  del proprio bimbo, ma tant'è il mito resiste.



Hai deciso di inserire, al suo interno, anche alcune ricette, cosa che ho particolarmente apprezzato. Perché hai fatto questa scelta? 



Sono una dietologa un po' anomala, io per prima non sopporto le diete monotone, insapori e incolori

Per me la parola dieta ha davvero come significato "stile di vita" come già ci insegnavano i greci e come tale metto nelle condizioni le mie pazienti di poter riscoprire dei piatti sfiziosi senza  per questo doversi chiudere in cucina per troppo tempo controllando nello stesso tempo le calorie introdotte.
Nel libro infatti ho inserito tanti accorgimenti su come preparare e cuocere le varie ricette e come potete vedere dalle foto i risultati sono veramente ottimi.
I vari menù diventano delle guide da seguire per chi ha poco tempo o poca fantasia o poca forza di volontà riuscendo a controllare la spesa ed evitando le tentazioni.
Ho fatto tesoro delle domande e delle difficoltà che le mie pazienti mi rivolgono ogni giorno e ho cercato di rispondere coniugando la professionalità alla fantasia culinaria.



Quali altri consigli potrà trovare, una futura mamma, leggendo "Aiuto sono incinta... Adesso cosa mangio?"



Credo che ognuna troverà la risposta giusta alle proprie domande proprio perché è così facile da sfogliare spero che questo libro diventi un riferimento veloce per supportare i dubbi più frequenti che possono insorgere nel corso dei nove mesi e non solo.

Le sue ricette e i menù restano e insegnano un'educazione alimentare che prosegue con la nascita del bimbo e coinvolge tutta la famiglia.
Questo è quello che vorrei rimanesse dopo la gravidanza: una consapevolezza di quanto mangiare bene sia importante per il mantenimento della salute e del benessere nostro e di chi standoci accanto impara dal nostro esempio



Dove possiamo trovare te e il tuo libro?



Potete trovare il mio libro , edito da Miraviglia Editore, nelle migliori librerie con promozione e distribuzione Messaggerie Libri spa