Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

domenica 3 agosto 2014

"CENTO FAVOLE PER CRESCERE": intervista a Chiara e Marisa Lubes.


Parliamo di fiabe. Sì, ancora una volta, un po' come accadeva da piccini quando esprimevamo sempre il medesimo desiderio d'ascoltar ciò che più ci emozionava.
Che fosse al risveglio, durante il pomeriggio o prima di addormentarsi alla sera, si percepiva l'importanza, il piacere e il bisogno di affacciarsi in quel mondo fantastico che, della nostra realtà, ne riflette l'essenza e spunti di riflessione.

Chiara e Marisa Lubes, giovani autrici di "Cento favole per crescere", ci afferrano per mano per iniziare un viaggio alla riscoperta delle fiabe.

Sì, perché talvolta, crescendo, ci si può dimenticare del loro valore profondamente pedagogico ed educativo, inghiottiti dal pregiudizio e dalla paura per ciò che è diverso, distorcendo così il loro importante ruolo nel percorso di crescita dei bambini.

Buona lettura.

S.






- Benvenute e grazie per il tempo che dedicherete a Il Piccolo Doge. Vi va di presentarvi ai lettori del mio blog?

-Mi chiamo Chiara Lubes, ho 27 anni e sono nata in un paese in provincia di Foggia, in Puglia.
Mi piace descrivermi come una persona estremamente ordinaria con una professione straordinaria. Sono una logopedista e lavoro, giorno dopo giorno, con bambini dalle difficoltà più disparate: ritardi e disturbi di linguaggio, difficoltà di apprendimento (specifiche e non), disturbi della relazione e della comunicazione. Questa quotidiana interazione con loro mi permette di non dimenticare mai l’importanza delle cose vere e profonde della vita, di scoprire e riscoprire i valori insiti in ognuno di noi, di mantenere sempre vivo in me l’io bambino che gioisce con loro per un palloncino colorato, si emoziona dinanzi ad una parolina pronunciata correttamente, festeggia in modo sincero la conquista nello scrivere per la prima volta il proprio nome in piena autonomia. Sono fermamente convinta che le cose non accadano per caso: il legame speciale tra me e mia sorella ed entrambe coinvolte in un lavoro legato all’età evolutiva hanno dato vita a questo libro in modo del tutto naturale, quasi predestinato. Intraprendere questo viaggio con Marisa è stato un regalo fatto a me stessa: rispolverare ricordi passati, vivere insieme il nostro presente, nella speranza di poter trasmettere un sorriso alle generazioni future. Cosa chiedere di più?

-Io sono Marisa, ho 36 anni e ovviamente anch’io vengo dalla bella Puglia alla quale sono davvero molto legata, nonostante da molti anni vivo e lavoro tra Marche e Abruzzo. Sono educatrice e personal coach, ho lavorato da più di dieci anni in strutture di accoglienza per minori e madri in difficoltà e purtroppo ho toccato con mano la sofferenza di bambini abbandonati, maltrattati e a volte violati, e di donne che cercavano di riconquistare il loro ruolo di donne e di madri ma per fortuna anche grazie alla mia professione non ho mai perso di vista le cose più importanti della vita come il valore dei rapporti umani e del rispetto di essi. Sono d’accordo con mia sorella quando dice che le cose non accadono per caso, e anch’io vedo un collegamento tra ciò che rappresentiamo nella vita di tutti i giorni l’una per l’altra, ciò che facciamo per lavoro e il tipo di educazione che abbiamo ricevuto ( di questo non ci stancheremo mai di ringraziare i nostri genitori). “Cento favole per crescere” nasce da un’inconsapevole e immatura esperienza di tanti anni fa ma che pian piano è diventata un viaggio nuovo, attuale e pieno di passione da regalare alle nuove generazioni.
Abbiamo dedicato il nostro lavoro alla nostra nipotina Giulia e a tutti i bambini che ascolteranno le nostre favole, nella speranza di poter donare anche a loro un po’ di quelle emozioni che hanno alimentato il nostro ricordo e che ci hanno guidato in questo percorso. Buoni sentimenti, emozioni vere e grandi valori: è questo che vogliamo regalare ai nostri piccoli lettori- ascoltatori.




- Avete fatto pubblicare "Cento favole per crescere": come nasce l'idea e come avete strutturato l'opera? ( Risponde Marisa)

“Cento favole per crescere” è un’opera divisa in 4 volumi, ognuna con 25 favole ed è nata da un ricordo legato all’infanzia di mia sorella; ha radici abbastanza lontane se si considera che adesso ha 27 anni. Parlando appunto di favole, anche questa personale esperienza inizia più o meno come fosse una favola: Correva l’anno scolastico 1994/95 ed io ero un’adolescente al liceo alle prese con le famose lingue morte (che poi di morto hanno ben poco): il latino e il greco.
Durante questo periodo dovevo spesso tradurre dal latino o dal greco anche le famose favole di Esopo e di Fedro; le storie dei loro animali, arricchite un po’di fantasia, divennero piano piano dei racconti da regalare alla mia sorellina prima di addormentarci la sera. Chiara, seppur piccola, iniziò ad appassionarsi alle avventure della volpe alle prese con il grappolo d’uva, alla cicogna e alla volpe che si facevano i dispetti, e alla rana (che poi divenne la sua favola preferita) che scoppiò a furia di gonfiarsi, per essere grande e grossa come il bue. Mi sono sempre chiesta se è da questa favola che adesso le rane sono i suoi animali preferiti, chi lo sa!! Fatto sta che quella bambina si mostrava curiosa e si appassionava alle vicende di quei protagonisti che favola dopo favola le lasciavano sempre degli insegnamenti.
Rispetto a questi “appuntamenti” la nostra visione era assai differente: LA MIA: Che smacco! Esopo e Fedro anche prima di dormire. LA SUA: Che bello! Ogni sera una storia diversa. Questa duplice visione è diventata, adesso che siamo entrambe adulte, un bel ricordo della nostra vita e della nostra crescita. Be', Chiara non ha avuto la possibilità di ascoltare tante favole legate a questi due grandi autori anche perché da programma scolastico si studiavano solo le più famose, le più conosciute, ma i nostri piccoli lettori avranno la possibilità di conoscerne ben 100 da cui trarre 100 insegnamenti. Voi genitori avrete modo di interagire con i vostri bambini creando spunti di riflessione sull’argomento in un clima assolutamente leggero e ludico. Tutto questo attraverso un gesto semplicissimo, un momento che non impegna se non per pochi minuti e che renderà speciale e piacevole la relazione adulto-bambino.
Il ricordo di quelle sere è rimasto nitido e positivo nella mente di mia sorella e forse anche un piccolo e inconsapevole spazio come quello della buonanotte ha contribuito a rendere speciale e unico il nostro rapporto. Tra noi non c’era una relazione madre-figlio ma, nonostante i ruoli fossero differenti, quell’attenzione e quella considerazione hanno contribuito a formare un ricordo felice della sua infanzia e seppur senza accorgersene quelle favole hanno arricchito la sua mente di contenuti e di informazioni semplici, colorate, allegre ma soprattutto di grande valore. Inoltre la cosa più importante è che hanno arricchito e alimentato il nostro legame. L’esperienza con mia sorella e il ricordo che ci portiamo dietro mi hanno sempre di più convinta dell’importanza di momenti semplici ma concreti e profondi.    





- Il ruolo della fiaba nel processo di crescita di un bambino?  

L’importanza di leggere anche a bambini molto piccoli è ormai da tempo argomento di studio: sembra che all’età di sei mesi i piccoli siano già capaci di provare piacere attraverso l’ascolto di canzoncine, filastrocche o brevi racconti ritmati. Con il passare del tempo e quindi con la crescita, il bambino, attraverso una lettura più articolata, ha la possibilità di attivare una serie di meccanismi capaci di influenzare positivamente la sua sfera emotiva e cognitiva. Il tempo dedicato a leggere permette al bambino sin dai primi anni di vita di sviluppare l’immaginazione: l’ascolto di parole e la descrizione di mondi, personaggi e situazioni stimolano la mente a crearsi delle immagini corrispondenti, nella loro fantasia, proprio a quelle parole ascoltate dalla mamma o dal papà (o magari in compagnia di entrambi).
Il racconto dà spazio alla riflessione e alla comprensione e spesso capita che attivando la curiosità, i bambini abbiano la necessità di far domande, di chiedere spiegazioni e, interrogando l’adulto, imparano senza accorgersene. La lettura allena la memoria e consente uno sviluppo ulteriore del linguaggio, incrementando e arricchendo il vocabolario 

- L'avvento delle nuove tecnologie e la gran diffusione dei media, secondo voi, hanno comportato a una generazione, un certo senso, più disincantata? E se sì cosa ne pensate? 

Secondo noi non c’è una generazione disincantata ma solo e semplicemente più fortunata rispetto al passato, nel senso che l’era della tecnologia dà sicuramente più valore al modo di apprendere perché rende tutto più vicino, annullando le distanze, e più veloce, riducendo i tempi di ricerca. Quindi, il vantaggio delle nuove generazioni è quello di avere tante possibilità e opportunità in più; crediamo però che tutto sia affidato ai grandi e a quello che intendono trasferire ai propri bambini: ci si può ancora stupire di fronte ad un tramonto, ci si può intenerire davanti ad un cucciolo o ci si può appassionare al racconto di una favola.
Tutto sta nel modo in cui si propongono le cose ad un bambino, ai valori che si trasmettono, all’importanza della parola che deve comunque rimanere il mezzo più importante e più potente per trasferire emozioni, sentimenti, valori. Perciò Sì alla tecnologia, NO a renderla l’unica compagna di giochi o l’unica attività a cui dedicarsi. Se anche noi grandi cominciassimo a ridare valore alle cose semplici, come al racconto di una fiaba, e coinvolgessimo i bambini sin dalla tenera età, avremmo sicuramente una generazione più veloce ed intuitiva grazie alla tecnologia ma più umana anche grazie ad una sana coccola come può essere la lettura in compagnia di mamma e papà o di una persona cara.     




- Leggere ad alta voce le fiabe ai bambini: quali sono i benefici? 

Dal punto di vista cognitivo: la lettura allena la memoria, sviluppa l'immaginazione e arricchisce il vocabolario; - dal punto di vista emotivo: ogni morale dà la possibilità non solo di lasciare un insegnamento ma anche di suggerire domande alle quali i piccoli possano trovare delle risposte o con l’ aiuto dei grandi risolvere dubbi e facilitare così la comprensione del messaggio che ogni protagonista porta con sé. Inoltre, immedesimarsi in uno dei personaggi e rivedersi in un'avventura o disavventura potrebbe diventare un pass-partou per accedere alla sfera più profonda dei loro sentimenti, delle loro paure e perplessità;
- Dal punto di vista relazionale: leggere una favola, un racconto, è un momento esclusivo che rilassa il piccolo aiutandolo anche ad addormentarsi con dolcezza. Abituare un bambino alla lettura, considerandolo un momento di coccole e tenerezza è un ottimo rimedio attraverso il quale egli avrà la possibilità di passare del tempo con le figure amate di riferimento e ricevere amore, condivisione, tempo e dedizione. Il bambino lo percepirà, e giorno dopo giorno il rapporto con lui si costruirà sempre più forte e tenero, più saldo e affettuoso.

 
 - Qualche tempo fa si sollevò una polemica contro alcune fiabe che trattavano temi come quello della diversità e omosessualità, bollate da alcuni come non adatte per essere lette a scuola ai bambini. Ma davvero esistono fiabe inadatte a un pubblico infantile?

Secondo noi, non ci sono favole inadatte ad un pubblico di minori o argomenti che non possono essere affrontati. Secondo noi esistono modi giusti e sbagliati di dire o di spiegare alcune cose: i bambini oggi sono esposti a tanti stimoli, hanno una vita piena e hanno possibilità di confrontarsi e di vivere situazioni che spesso sfuggono al controllo degli adulti, ma non per incuria, piuttosto per le tante possibilità e opportunità in più di cui si parlava sopra. Perciò crediamo che sarebbe meglio parlare ai nostri bambini, spiegare loro, rassicurarli, rispondere ai loro dubbi o alle loro domande e mettersi in gioco in prima persona semplicemente arrivando prima di qualcun altro che potrebbe farlo in maniera sbagliata. D’altro canto, i bambini si fidano e si affidano ai grandi, soprattutto a mamma e a papà che senza dubbio sanno più di chiunque altro cosa è giusto o sbagliato per loro e quali sono i modi più consoni per spiegare loro la vita.









- Siamo quasi alla fine dell'intervista: avete dei nuovi progetti in vista?

Il nostro prossimo, anzi, immediato progetto è un’evoluzione di “Cento favole per crescere”; dall’incontro con la moderna tecnologia e la tradizione delle favole nascono le favole animate,in collaborazione con Flavio Folle voce narrante, attore e mental coach.

- Dove possiamo trovare voi e la vostra opera?

 “Cento favole per crescere” è disponibile su Amazon.it in formato kindle. Per essere sempre al corrente delle nostre novità, per suggerimenti, consigli e approfondimenti non esitate a seguirci su facebook alla pagina professionale “Marisa&Chiara Lubes