Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

martedì 22 aprile 2014

Gioco e creatività: da 0 a 99 (e oltre) anni!






Il gioco è educativo.
Ma che significa?

Molti riducono il gioco al mero divertimento, un modo come un altro per ingannare o passare il tempo. In realtà è molto di più: strumento educativo per eccellenza, attraverso il gioco l'apprendimento avviene in maniera attiva, la persona è al centro del proprio processo formativo, vera e unica protagonista nella propria auto-affermazione.
Il gioco diviene il mezzo per far emergere i propri talenti, prenderne coscienza, ponendoci in relazione con il prossimo.

Per molti anni ho insegnato nuoto nella piscina comunale della mia città e il metodo che ho sempre proposto per far apprendere questa splendida disciplina sportiva era per l'appunto il gioco.
Giocando i bambini scoprono e sperimentano il galleggiamento, l'equilibrio (che in acqua cambia), imparando così a controllare il proprio corpo e la propria respirazione.

Niente viene imposto, ma proposto perché sia scoperto, esplorato, provato e acquisito attraverso un'esperienza diretta e piacevole, arricchendo il proprio bagaglio culturale in maniera spontanea ed autentica (conoscere se stessi e il mondo attraverso il nostro corpo e i nostri sensi).

Perché noi apprendiamo anche attraverso il nostro corpo!

Giocando ci si mette in discussione, anche se all'inizio non ce ne rendiamo conto, perché riusciamo ad affrontare le nostre più profonde paure (in questo caso legate all'acqua) e vincerle, consapevoli che solo provando potremo riuscire a superarle e diventare "altro".
Crescere è un continuo e consapevole divenire e il gioco agevola questo processo!


Questo perché il gioco solletica la nostra creatività, la fantasia e l'immaginazione, qualità essenziali per affermarsi, soprattutto in periodi difficili.
Quante volte vi è capitato di ascoltare storie nelle quali il protagonista ha scoperto, per gioco, passioni che con il tempo si sono trasformate in vere e proprio occasioni lavorative cambiandogli la vita?
Inoltre, il gioco ci permette di non perdere, con la crescita, la parte più genuina che abbiamo ovvero il bambino che sempre risiederà in noi e che talvolta dimentichiamo nei meandri del nostro animo, soffocati dalle vicende quotidiane.

A proposito:

"La creatività consiste nel mantenere nel corso della vita qualcosa che appartiene all'esperienza infantile: la capacità di creare e ricreare il mondo. È l' onnipotenza del pensiero propria dell'età infantile." (Donald W.Winnicott)  

Allora, giocate e fate giocare.
E siate creativi!


Sylvia Baldessari