Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

giovedì 27 febbraio 2014

#pedagogiaescuola - Le lingue, la scuola, gli amici.





Ogni mese il gruppo Facebook  "Educatori, Consulenti pedagogici e Pedagogisti"  propone un tema, una riflessione educativa, alla quale partecipare con un proprio contributo scritto.
Una volta raccolti, quest'ultimi vengono ospitati e divulgati dal circuito blogger di Snodi Pedagogici.
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Il tema del mese di febbraio: Pedagogia e Scuola
"Con l'ingresso nel circuito scolastico i bambini smettono di essere “esclusiva proprietà” delle famiglie ed entrano a pieno diritto nella società come soggetti. Subito dopo il contesto educativo per eccellenza (la famiglia) è la scuola il luogo in cui bambini e ragazzi passano la maggior parte del loro tempo.
Come e quanto viene percepito dalla scuola e dai suoi attori il ruolo educativo che viene loro chiesto? Qual è l'anello mancante nel processo insegnamento-apprendimento? Come vivono la scuola coloro che ci lavorano?”

Buona lettura.





#pedagogiaescuola - Le lingue, la scuola, gli amici.
 
 
Da insegnate di lingue la cosa che mi preme di più è far capire ai bambini che le lingue sono elementi vivi che permettono alla gente di comunicare, che se loro sono in giro per il mondo è possibile trovare qualcuno che non parla la loro lingua e che riuscire a comunicare in una lingua diversa dalla loro è una cosa bellissima.  E’ la possibilità di aprire porte di nuovi mondi. Tuttavia nel mondo dei risultati dove ci troviamo, questo non basta: bisogna quantificare ogni apprendimento e lungo questa strada si smarriscono le buone intenzioni di un insegnamento capace di dare gli strumenti per aprire quelle porte.
 
E’ importante però non dimenticare che nonostante questa quantificazione, rimane sempre il valore del vero apprendimento: la ricchezza di poter cambiare di codice per comunicare con gli altri, per esplorare nuovi orizzonti e tante realtà diverse che si avvicinano per coinvolgere i nuovi cittadini del mondo. Tristemente si evidenza che sempre più spesso i ragazzi trovano l’ora d’inglese, di spagnolo o di francese noiosa e, in generale, le lingue straniere come elenchi di regole e parole. Come far capire che con le lingue puoi andare ovunque vuoi?
 
Recentemente ho visto il cortometraggio spagnolo “Cuerdas” (Corde, qui la pagina Facebook con il video): è una storia ambientata tutta all’interno di una scuola che racconta la storia di amicizia di due bambini e dove il codice che li unisce non è di certo la lingua verbale, ma quella dei gesti, delle intenzioni e dell’amicizia. Tramite questi bambini, tutti noi che da osservatori guardiamo la loro storia, ci rendiamo conto che gli spazi e le modalità dell’apprendimento hanno realtà ben diverse per ognuno di noi. Da insegnanti dobbiamo permettere che certe interazioni si realizzino affinché i bambini possano costruire le loro esperienze. Solo così si può pensare a un luogo, dove l’apprendimento diventa significativo, una esperienza da portare a casa, da condividere con gli altri e non un cumulo di informazioni che il giorno dopo non si capisce a cosa serva.
 
Nei dieci minuti del cortometraggio, gli intervalli tra una lezione e l’altra diventano momenti pieni di apprendimenti che il più delle volte passano inosservati perché ci manca lo sguardo dell’osservatore attento, capace di scorgere nel sistema scolastico un intero mondo di apprendimenti non quantificabili. Come questi due bambini trovano un modo di comunicare e condividere momenti che diventeranno indimenticabili, cosi dovrebbero essere le ore di lingue straniere: la chiave per mettere in moto l’automobile verso viaggi indimenticabili.
 
 
Chi è l'autore di questo articolo:
 
Paola Torres
 
Paola Torres, insegnate di lingue, nasce in Colombia dove cresce e studia laureandosi in lingue straniere all’Università Pedagogica di Bogotà.
Due anni di studio e lavoro a Parigi ed un master europeo in intercultura, gli fanno conoscere l’Europa di cui rimane innamorata... e poi anche intrappolata.
In Italia prosegue il suo lavoro nell’insegnamento, nella pratica più che come istituzione, concentrandosi da 5 anni (quasi 6) nell’arduo compito di mamma, nell’ambito del quale ha l’opportunità di sperimentare sul campo gli studi approfonditi sulle teorie del bilinguismo precoce.
Galleggia tra l’utopia e il sogno di un mondo migliore e lavora ad aprire le porte per farli entrare nel mondo reale.
 
 
 
 
 
 
Tutti i contributi su #pedagogiaescuola verranno raccolti qui.
I blog che partecipano:

Il Piccolo Doge
Ponti e Derive
La Bottega della Pedagogista
Allenareducare
Nessi Pedagogici
E di Educazione
Bivio Pedagogico
InDialogo
Labirinti Pedagogici
Trafantasiapensieroazione