Il Piccolo Doge

Il Piccolo Doge
"Pinocchio 2000" opera di Guido Baldessari

mercoledì 28 agosto 2013

La cura.

Continua il viaggio nell'educazione ai sentimenti ed alle parole.
Dopo Il senso della morte nei bambini (e non solo). e Il significato della paura in educazione. vi propongo questo racconto. 
Una riflessione sulla cura in un immaginario monologo...


Dedicato a Sergio, amico di quotidiani "buongiorno" virtuali e fautore inconsapevole di quanto segue.





Il padre aveva posticipato il suo rientro di qualche giorno.
Problemi al museo.
Come sempre, d'altronde.
Al solito lei lo trovò sul porticato che dava sul gran giardino, seduto a terra immerso nei propri pensieri che riflettevano le cupe tonalità del cielo.
I colori sparsi ed i fogli bianchi sul pavimento.
Pioveva e l'estate stava lasciando spazio alle prime nuvole d'autunno.
Lei conosceva suo padre da sempre. Sogni, passioni, virtù e vizi, li conosceva tutti.
E conosceva anche l'amore che provava per il figlio, ormai non così piccolo e sulla soglia dell'adolescenza.
Fu allora che appoggió sul davanzale della finestra la fumante tazzina di caffè e si rivolse al ragazzino:



- "Non è tanto la quantità ma la qualità della relazione affettiva. Puoi decidere di essere presente ma lontano anni luce con la mente, creando solo vuote occasioni.
O essere te stesso, curare i tuoi sogni, valutare i momenti in maniera di viverli intensamente, conscio del tuo essere, dove e con chi.
Amare non significa sacrificio ed annientamento di sè.
Amare significare prendersi cura di... e in questo anche di se stessi.
Come potrai insegnare a qualcuno di lottare per i propri sogni quando tu hai rinunciato ai tuoi?
La cura si trasmette con l'esempio perché le parole si disperdono, soprattutto oggi, mentre il gesto permane.
Nei ricordi, nei meandri del cuore, nei risvolti dell'anima e ti ritroverai a ripetere quei gesti, che per te hanno significato tanto, nella cura del tuo prossimo.
L'egoismo è altro.
Comprende il non esserci fisico e mentale mentre il cuore è accecato in una sterile ricerca d'auto affermazione che, nella maggiore dei casi, frutta un vuoto, la solitudine dell'anima.
Questo, nella nostra epoca dove l'oggetto e l'apparire sembrano prevalere sulla cura, ha comportato  delle nevrosi che altro non sono che fratture interiori, nell'aver alla fine compreso il grado di solitudine che ci siamo scavati attorno.
E da soli.
Prenditi cura della casa, della natura, degli animali, delle persone della tua vita ma soprattutto di te stesso.
È la più grande forma di rispetto che puoi insegnare, nei silenzi dei gesti, nell'eleganza dei movimenti, nelle pause tra una parola e l'altra."


Inspiró profondamente assaporando la fragranza del caffè che aveva lasciato in disparte.
Era tiepido, come a lei piaceva, nè troppo caldo ma neanche freddo e questo significava che il tempo passato a parlare era servito per assaporare quell'attimo.
E pensó, anche, come la vita sia la somma di innumerevoli attimi uguali ed al tempo stesso diversi per ognuno.
Fece questa riflessione mentre il ragazzino che stava seduto a terra era tornato a tracciare i suoi sogni su un foglio, riempiendo di colore il vuoto...






Sylvia Baldessari